Speranza di vita in calo: fino al 2024, in pensione a 67 anni

Un decreto del Ministero dell’Economia blocca l’incremento dell’età pensionabile fino al 2024. Ma poi si riprenderà a salire.

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Un decreto del Ministero dell’Economia blocca l’incremento dell’età pensionabile fino al 2024. Ma poi si riprenderà a salire.

La speranza di vita degli italiani diminuisce per colpa della pandemia. Male da un lato, bene per le pensioni dall’altro, perché non subiranno il temuto allungamento del requisito anagrafico.

In pratica per i prossimi tre anni non scatteranno gli adeguamenti sull’età pensionabile previsti dalla legge Fornero. Si andrà quindi in pensione a 67 anni fino al 31 dicembre 2024, poi si vedrà come cambierà la speranza di vita.

Speranza di vita in calo, pensioni ferme

A certificare, come da previsioni, lo stop all’aumento dell’età anagrafica per andare in pensione è il Ministero dell’Economia. Con decreto del 27 ottobre 2021, è stato ufficializzato e confermato quanto già reso noto dall’Istat e dalla ragioneria generale dello Stato.

Di fatto, la pandemia ha ridotto le speranze di vita degli italiani di 1,2 anni per una vita media di 82 anni (79,7 per gli uomini e 84,4 per le donne). I dati sono stati elaborati dall’Istat sulla base dell’aumento dei decessi causati dal Covid-19.

Cosa significa nello specifico per le pensioni? Come noto, l’età pensionabile è agganciata alla speranza di vita: se questa cresce anche l’uscita dal lavoro si allontana. Da quest’anno è previsto che l’adeguamento dell’età pensionabile in base alla speranza di vita avvenga ogni due anni. E per il biennio 2023-24 questa sarebbe dovuta passare a 67 anni e 3 mesi. Ma è stata appunto bloccata.

In pensione a 67 anni fino al 2024

Da notare che il meccanismo di aggiornamento non prevede un arretramento, ma soltanto uno stop all’aumento dell’età qualora la speranza di vita subisca un calo. Come certificato dal Mef. La corsa al rialzo riprenderà quindi nel 2025 per raggiungere il limite fissato dalla Fornero a 68 anni nel 2031.

Da lì in avanti gli incrementi, sempre legati alla speranza di vita, passeranno da 3 mesi a 2 mesi ogni biennio fino al 2054.

Per le pensioni anticipate che si basano sull’anzianità contributiva, invece, l’uscita rimarrà a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età.

La sospensione, in questo caso, non è dovuta al calo della speranza di vita, ma a specifico provvedimento legislativo contenuto nella legge di bilancio 2017 che congela il pensionamento anticipato fino alla fine del 2026.

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