Redditi all’estero: in arrivo le lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate

Redditi all’estero nel mirino dell’Agenzia delle Entrate. Le lettere di compliance, i controlli del fisco e come mettersi in regola con le dichiarazioni dei redditi.

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Redditi all’estero nel mirino dell’Agenzia delle Entrate. Le lettere di compliance, i controlli del fisco e come mettersi in regola con le dichiarazioni dei redditi.

L’Agenzia delle Entrate estende i controlli capillari anche ai contribuenti italiani residenti che hanno conseguito redditi all’estero. Con provvedimento del 12 luglio 2019, sono infatti state emesse le lettere di compliance al fine di fornire una collaborazione per sanare errori od omissioni nelle dichiarazioni dei redditi risultanti dai controlli dell’Agenzia con le comunicazioni fiscali automatiche dei paesi esteri.

Le lettere di compliance

Le lettere in arrivo non sono degli avvisi di accertamento, ma solo degli inviti a regolarizzare o a chiarire eventuali errori. Ciò riguarda tutti i redditi conseguiti dal soggetto, persona fisica o giuridica, all’estero e ivi compresi i rapporti di conto corrente intrattenuti presso banche o istituzioni finanziarie per le quali potrebbe scattare anche il controllo della Guardia di Finanza. Le lettere di compliance sono conseguenza diretta dell’attività di analisi per promuovere l’assolvimento degli obblighi tributari in relazione alle attività detenute all’estero nel 2016 e agli eventuali redditi realizzati.

Lo scambio  automatizzato dei dati con l’estero

Come noto, i controlli da parte del fisco, si basano sullo scambio di dati automatico con le Amministrazioni fiscali estere, secondo quanto previsto al Common Reporting Standard (CRS), grazie al quale l’Agenzia è oggi in possesso di dati completi e dettagliati sulle attività e i patrimoni degli italiani all’estero. L’occhio del fisco è rivolto anche ai depositi e ai conti correnti per i quali, dal 2017, anche le banche svizzere sono oggi obbligate a trasmettere i nominativi dei clienti stranieri alle autorità del Paese di residenza.

Come mettersi in regola

Cosa deve fare un contribuente che si vede recapitare una lettera di compliance dall’Agenzia delle Entrate? Innanzitutto non è il caso di allarmarsi, poiché non si tratta di un avviso di accertamento con tanto di sanzioni e interessi, ma solo di un avvertimento a verificare la dichiarazione dei redditi.

I destinatari potranno quindi regolarizzare la propria posizione fiscale in merito ai redditi esteri inviando una dichiarazione integrativa e versando le imposte dovute beneficiando del ravvedimento operoso sulle sanzioni.

Il contenuto delle lettere di compliance

Nelle lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate, così come specificato dal provvedimento del 12 luglio 2019, sono contenute le seguenti informazioni:

  • codice fiscale, cognome e nome del contribuente;
  • numero identificativo della comunicazione e anno d’imposta;
  • codice atto;
  • descrizione della tipologia di anomalia riscontrata, che può riguardare gli obblighi di monitoraggio fiscale e/o l’indicazione degli imponibili relativi ai redditi di fonte estera;
  • possibilità per il destinatario di verificare i dati di fonte estera che lo riguardano, accedendo alla sezione “l’Agenzia scrive” del proprio Cassetto fiscale;
  • istruzioni (contenute in un apposito allegato) circa gli adempimenti necessari per regolarizzare la propria posizione, avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso;
  • invito a fornire chiarimenti e idonea documentazione, anche tramite il canale di assistenza CIVIS, nel caso in cui il contribuente ravvisi inesattezze nelle informazioni pervenute dalle Amministrazioni estere o abbia già assolto gli obblighi dichiarativi per il tramite di un intermediario residente;
  • modalità per richiedere ulteriori informazioni, rivolgendosi agli Uffici della Direzione Provinciale più vicina.
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