Pensioni: via quota 100, ma anche opzione donna rischia di saltare

L’Ocse suggerisce all’Italia di lasciar scadere sia quota 100 che opzione donna. La spesa pensionistica rischia di andare fuori controllo.

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L’Ocse torna all’attacco sulle pensioni. Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa manda un messaggio chiaro all’Italia per contenere la spesa pubblica: lasciar scadere quota 100 e opzione donna.

In passato, prima dell’esplosione del covid, l’Ocse aveva avvisato l’Italia sul rischio che correva il Paese con le opzioni di pensionamento anticipato. Suggeriva, quindi, al governo Conte di allungare l’età pensionabile fino a 70 anni.

Via quota 100 e opzione donna

Oggi, alla vigilia della importante riforma sulle pensioni, l’Ocse torna a dire la sua. Nel documento di “studi economici per il 2021”, raccomanda in particolare di lasciar scadere opzione donna e quota 100 a fine anno.

Su quota 100 pare non vi siano dubbi, l’opzione non sarà rinnovata. Del resto, se quota 100 fosse adottata su base permanente la spesa pensionistica registrerebbe un aumento cumulativo pari a 11 punti percentuali del Pil tra il 2020 e il 2045.

Mentre su opzione donna, parti sociali e maggioranza parlamentare paiono da tempo orientati verso una proroga rendendola anche strutturale per gli anni a venire. Così, la frecciata dell’Ocse arriva un po’ come un fulmine a ciel sereno. Secondo gli esperti dell’organizzazione di Parigi

le pressioni sulla spesa legate all’invecchiamento demografico e agli interessi sono elevate e destinate ad aumentare nel lungo termine”.

La posizione del governo

Di fronte a questa presa di posizione dell’Ocse, che non si discosta da quella dei tecnici di Bruxelles, il governo non potrà far finta di nulla. Anche perché l’impegno dell’esecutivo di rientrare nei parametri di debito pre-covid è una promessa che il premier Draghi si è assunto da tempo.

L’ipotesi fino a pochi giorni fa più accreditata dagli esperti era quella di una proroga di opzione donna anche nel 2022 con i requisiti finora adottati.

Cioè in pensione anticipata a 58 anni di età (59 per le lavoratrici autonome) e 35 di contributi realmente versati.

Tuttavia, qualcosa già serpeggiava nell’aria e fra i corridoi ministeriali si era parlato di proporre un innalzamento di 1 anno di età per opzione donna. Un piccolo intervento che avrebbe ammorbidito le posizioni di Bruxelles che non ha mai gradito né quota 10, né opzione donna.

Il messaggio lanciato dall’Ocse potrebbe quindi rafforzare questa ipotesi. Posto che non sarà certo l’organizzazione parigina a dettare legge in Italia, non sarà nemmeno respinta al mittente la missiva. E un anno in più per opzione donna potrebbe essere un valido compromesso per mantenere in vita opzione donna.

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