Pensioni, scattano i controlli (e i recuperi): chi rischia

In corso i controlli sulle pensioni che l’Inps paga all’estero. Chi non comunica l’esistenza in vita di persona rischia la revoca dell’assegno.

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Chi si è trasferito all’estero e prende la pensione italiana dovrà rendere conto dell’esistenza in vita all’Inps. Oggi più di ieri i controlli si sono fatti più stringenti, anche perché sono molti gli italiani che emigrano oltre confine per pagare meno tasse.

Ha preso infatti il via a settembre la campagna accertamenti sulle pensioni degli italiani residenti all’estero. Più precisamente per i pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania.

Gli accertamenti sulle pensioni all’estero

Bisognerà dimostrare l’esistenza in vita entro il prossimo 12 gennaio 2023. Pena la revoca delle pensioni. L’Inps ha già iniziato ad acquisire le dichiarazioni dei pensione residenti fuori dall’Italia. Lo ricorda lo stesso Istituto di previdenza con messaggio 3286 del 6 settembre 2022. Ma il grosso arriverà, come sempre, alla fine.

La campagna di esistenza in vita è svolta, come sempre, da Citibank per conto dell’Inps. Si tratta di una prassi consolidata da anni volta ad accertare l’esistenza in vita al fine di evitare pagamenti di pensioni a persone decedute o scomparse.

Per i pensionati residenti In Italia questa procedura è svolta automaticamente dall’Inps incrociando i dati anagrafici messi a disposizione dai Comuni. In caso di decesso, la pensione è subito sospesa e poi revocata. Ma all’estero i controlli non sono possibili in via automatica e quindi l’accertamento è svolto direttamente tramite le reti consolari e Citibank.

La comunicazione di esistenza in vita dovrà pervenire all’Inps entro il 12 gennaio 2023, pena la sospensione del pagamento dell’assegno. In difetto, le pensioni sono revocate immediatamente e l’Inps darà corso anche al recupero di eventuali indebiti.

Come funziona la campagna di accertamento di esistenza in vita

Ma come funziona la campagna di controllo e accertamento di esistenza in vita? Come detto, l’Inps si avvale della collaborazione di Citibank, la banca che esegue i pagamenti delle pensioni all’estero.

L’accertamento parte quindi dall’invio di apposita modulistica da restituire compilata e firmata.

Per la rilevazione di esistenza in vita dei pensionati italiani c’ bisogno cha siano compilate tutte le parti dei moduli inviati dall’Inps e prodotta documentazione di supporto (fotocopia di un documento d’identità o passaporto).

Il pensionato, dopo aver compilato il modello, dovrà trasmetterlo compilato, all’indirizzo di posta elettronica istituzionale dell’ufficio consolare del Paese di residenza. Questi contatterà poi il beneficiario utilizzando l’indirizzo email fornito tramite videochiamata, attraverso gli applicativi ad oggi più diffusi come ad esempio Skype, Zoom, Microsoft Teams, Webex o WhatsApp.

Bisognerà poi contattare il servizio di assistenza che Citibank rende disponibile ai percettori di pensioni all’estero. La dichiarazione di esistenza in vita sarà supportata da un’altra videochiamata. L’Inps e il Ministero degli Affari Esteri hanno condiviso un progetto che permette ai pensionati di rapportarsi con gli uffici consolari tramite un servizio di videochiamata.

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