Fumare sul lavoro, si può essere licenziati?

Fumare sul lavoro, si può essere licenziati? Vediamo insieme cosa stabilisce la legge e cosa ha deciso il Giudice in una sentenza di licenziamento.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Fumare sul lavoro, si può essere licenziati? Vediamo insieme cosa stabilisce la legge e cosa ha deciso il Giudice in una sentenza di licenziamento.

Fumare sul lavoro, è possibile? Si rischia il licenziamento? A rispondere è stato il Tribunale di Monza che ha disposto il reintegro di un lavoratore licenziato perché sorpreso a fumare in orario di lavoro. Il lavoratore stava fumando all’aperto. Il giudice anche tenendo conto delle particolari condizione del luogo di lavoro, aveva considerato illegittimo il licenziamento e predisposto un provvedimento all’azienda. Tale provvedimento prevedeva il reintegro del dipendente e la condanna a corrispondergli le retribuzioni maturate a partire dalla data di licenziamento illegittimo.

Fumare sul lavoro: cosa stabilisce la norma sulla pausa lavoro?

Le pause sul lavoro hanno un effetto benefico sulla salute. Servirebbe fisiologicamente una pausa ogni 90 minuti o massimo 120, pena la decadenza della soglia di attenzione e quindi anche della produttività lavorativa. Ma la gestione delle pause: caffè, fumo, aria fresca, ecc. non è sempre accettata dal datore di lavoro, il quale tende a prendere provvedimenti (vedi il licenziamento illegittimo). A tutelare il lavoratore sulla pausa lavoro esiste una norma in materia, ma alquanto lacunosa.

Fumare sul lavoro: la norma

Il lavoratore secondo il  Decreto n. 66 del 2003 che stabilisce che a meno di diversi accordi contrattuali, ogni lavoratore ha diritto ad almeno dieci minuti di pausa per ogni turno di lavoro che superi le sei ore giornaliere, e undici ore di riposo consecutive tra un turno e l’altro.
I tempi e le modalità della pausa dovrebbero essere stabilite dai contratti collettivi di lavoro, in mancanza:

al lavoratore deve essere concessa una pausa, anche sul posto di lavoro, tra l’inizio e la fine di ogni periodo giornaliero di lavoro, di durata non inferiore a dieci minuti e la cui collocazione deve tener conto delle esigenze tecniche del processo lavorativo”.

Nuove regole per chi fuma

Ricordiamo che con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 gennaio, è entrato in vigore il 2 febbraio, il decreto legislativo sui tabacchi, che accoglie l’analoga direttiva del Parlamento Europeo. Scatta il divieto di fumo all’aperto nei pressi di scuole, ospedali, università. Vietato inoltre in macchina, sia per il conducente sia per i passeggeri, se a bordo ci sono minori o donne in gravidanza.

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: News diritto, Licenziamento illegittimo, Prezzi sigarette, Sentenze