Ecobonus e sisma bonus, come funziona il credito d’imposta

Il credito d’imposta per eco bonus e sisma bonus potrà essere recuperato in 5 anni oppure ceduto per recuperare subito il denaro.

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Il credito d’imposta per eco bonus e sisma bonus potrà essere recuperato in 5 anni oppure ceduto per recuperare subito il denaro.

Come funziona il credito d’imposta per eco bonus e sisma bonus? Come noto, lo sconto immediato in fattura per i contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione energetica (ecobonus) e interventi anti sismici (sisma bonus) comporta la generazione di un credito d’imposta a beneficio del fornitore.

Il decreto crescita (art. 10 DL 34/2019) ha infatti previsto questa possibilità, in alternativa alle detrazioni Irpef, a partire dal 30giugno 2019.

Alla ditta che effettua i lavori (che non potrà opporsi allo sconto immediato) è quindi stata riconosciuta dal Decreto Crescita la possibilità di recuperare il bonus sotto forma di credito d’imposta di pari importo allo sconto applicato in fattura equivalente alla detrazione prevista (50 o 65 per cento). Tale credito potrà essere portato in compensazione in fase di dichiarazione dei redditi nell’arco di 5 anni oppure può essere ceduto al fornitore che lo potrà recuperare in 10 quote annuali.  La denuncia va effettuata dal contribuente all’Agenzia delle Entrate comunicando il proprio codice fiscale e la partita iva del fornitore, mentre il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario o postale. Ma vediamo in dettaglio come funziona il recupero credito d’imposta.

Il credito d’imposta per eco bonus e sisma bonus

Lo sconto immediato per eco bonus (riqualificazione energetica) o sisma bonus può essere applicato direttamente in fattura su richiesta del contribuente e recuperato sotto forma di credito d’imposta dal fornitore. Tale credito potrà, quindi, essere compensato in fase di dichiarazione dei redditi dall’anno successivo allo svolgimento dei lavori spalmandolo in 5 quote annuali di eguale importo. A sua volta la ditta beneficiaria del credito d’imposta potrà cedere la somma in unica soluzione e una sola volta ad altri fornitori che potranno utilizzarla in compensazione dei loro debiti erariali, sempre in 5 quote annuali. In tal modo la piccola ditta che non avrebbe possibilità o convenienza di utilizzare il credito d’imposta spettante, in tutto o in parte, può cederlo a un fornitore con un giro d’affari più grosso ricevendo immediatamente i soldi dello sconto applicato in fattura al contribuente.

I lavori di ristrutturazione edilizia

Stesso meccanismo vale per i lavori di ristrutturazione edilizia che comportino un risparmio energetico con la differenza che il credito d’imposta potrà essere recuperato in 10 anni anziché 5. Più precisamente, per tali interventi edili finalizzati al conseguimento di risparmi energetici, il soggetto avente diritto alla detrazione può cedere il corrispondente credito ai fornitori che, a loro volta, possono ricederlo ai loro fornitori recuperando immediatamente i soldi del bonus. Il credito d’imposta non può essere ceduto a istituti bancari.

Credito d’imposta in 10 anni

Con il bonus di ristrutturazione edilizia è possibile usufruire della detrazione Irpef del 50% dei lavori nel limite massimo di spesa per contribuente di 96.000 euro per ciascun immobile fino al 31 dicembre 2019, salvo proroghe. La detrazione potrà essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo. In particolare, sono detraibili le spese sostenute per lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.

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