Con questi reati è impossibile prendere il reddito di cittadinanza. Ma solo sulla carta!

Sul reddito di cittadinanza manca ancora l’attuazione di alcuni piani di verifica. Ciò consente ancora per alcuni di farla franca

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Con questi reati è impossibile prendere il reddito di cittadinanza. Solo sulla carta!

Anche se continuano ad essere smascherate truffe nel reddito di cittadinanza, esistono delle misure di contrasto presenti solo sulla carta e che permettono ai soliti furbetti di farla ancora franca.

Si tratta di strumenti di controllo messi in campo dal legislatore ma che, ad oggi, non ancora risultano attuati.

Reddito di cittadinanza: i reati che lo escludono

Tra i requisiti per avere il reddito di cittadinanza vi è quello secondo cui il richiedente non deve trovarsi sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo.

Inoltre, non deve risultare condannato in via definitiva, nei 10 anni precedenti la richiesta, per alcuni delitti, ossia:

  • attentato per finalità terroristiche
  • associazione di tipo mafioso
  • strage
  • truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche
  • attentato contro organi costituzionali o assemblee regionali
  • riduzione in schiavitù
  • induzione alla prostituzione minorile
  • traffico di organi.

A questo proposito, la legge di bilancio 2022, stabiliva che, entro il 31 marzo, l’INPS doveva trasmettere al Ministero della giustizia l’elenco dei soggetti beneficiari del sussidio. Ciò ai fini delle verifica dei soggetti che risultino già condannati con sentenza passata in giudicato da meno di 10 anni.

Tale adempimento, tuttavia, ad oggi non ancora risulta effettuato. Il che rende maggiormente difficili le azioni di controllo.

I controlli sui beni all’estero, manca il piano di verifica

Per avere il reddito di cittadinanza è anche richiesto il rispetto di un requisito patrimoniale da parte del nucleo familiare del richiedente, così come risultante ai fini ISEE nella DSU (dichiarazione sostitutiva unica). In dettaglio è indispensabile che:

  • il valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non deve essere superiore a 30.000 euro
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza).

La legge di bilancio 2022, stabilisce che, con riferimento ai beni detenuti all’estero, l’INPS definisca annualmente, entro il 31 marzo, un piano di verifiche dei requisiti patrimoniali dichiarati nella DSU.

Tale piano di verifica è definito con la collaborazione di diversi organi, ossia Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell’Agenzia delle entrate e col supporto della Guardia di finanza13 e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Può, altresì prevedere anche lo scambio di dati con le competenti autorità dello Stato estero,

Ad oggi, nemmeno questo strumento, tuttavia, trova attuazione in quanto manca ancora la definizione della collaborazione tra l’INPS ed i menzionati enti.

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