Bonus Cashback, alcuni esercenti stanno addebitando le commissioni ai propri clienti

Una transazione con carta costa un euro, anche 1,50 euro. È quanto richiesto da alcuni tabaccai ai propri clienti. In questi casi, meglio rifiutare il Bonus Cashback.

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pagamenti in contanti vs casback

Oggi parliamo di un’altra curiosa vicenda che riguarda, seppur indirettamente, la misura del Bonus Cashback. questa volta, però, “i furbetti” non sarebbero i fruitori di questo rimborso, ma gli esercenti che, secondo un recente servizio di “Striscia la notizia”, farebbero pagare un extra ai propri clienti per ogni transazione effettuata con carta.

Ad essere incriminati sono stati alcuni tabaccai. Il prezzo richiesto per accettare una transazione con carta è stato anche di 1,50 euro. Gli stessi si sono giustificati asserendo ad un aumento delle commissioni imposte dalle banche. Vediamo meglio cosa è successo.

Furbetti del Bonus Cashback, ci sono anche gli esercenti

Una transazione con carta costa un euro, anche 1,50 euro. È quanto richiesto da alcuni tabaccai ad un complice di Striscia la Notizia.

Gli stessi esercenti hanno giustificato tale costo parlando di un fantomatico aumento delle commissioni per gli acquisti effettuati con carta. In realtà, spiega il tg satirico, negli ultimi tempi, il costo di tali commissioni sarebbe, al contrario, diminuito. In ogni caso, tali commissioni non possono in alcun modo essere addebitate ai clienti.

Ma non è tutto, in altri casi, i tabaccai hanno rifiutato il pagamento con carta.

Ed infine, c’è chi promuove degli sconti, proprio del 10%, a chi paga in contanti.

Insomma, vicende che si aggiungono alle tante altre di cui ci siamo già occupati in passato.

Ricordiamo che lo scopo dichiarato del Bonus cashback non è quello del rimborso in sé, ma di promuovere l’utilizzo dei metodi di pagamento elettronici, appunto, alternativi al contante.

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