Assegno unico, l’INPS da’ i numeri sul 2022

In attesa di nuove domande o rinnovo d’ufficio dell’assegno unico 2023, l’INPS dà i numeri sulla prestazione erogata nel 2022

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Dopo aver fornito le istruzioni operative su come comportarsi per avere l’assegno unico figli a carico del periodo 1° marzo 2023 – 29 febbraio 2024, l’INPS pubblica i numeri in merito alla prestazione già erogata ai cittadini.

L’assegno unico, ricordiamo, ha debuttato a marzo 2022 ed ha sostituito l’assegno familiare figli a carico e la detrazione figli a carico fino a 21 anni. Lo paga direttamente l’INPS mensilmente. Non è automatico. Per averlo c’è da fare domanda.

Non deve ripresentare richiesta nel 2023 chi già ha fatto domanda. Questi devono comunicare solo eventuali variazioni e devono rinnovare l’ISEE. L’importo dell’assegno varia, infatti, in funzione del valore ISEE.

Trovi qui le conseguenze sull’assegno unico 2023 per chi non rinnova l’ISEE.

Chi deve fare domanda assegno unico nel 2023

Dovranno, invece, fare domanda coloro che presentano richiesta per la prima volta. A tal riguardo valgono le seguenti regole:

  • se la domanda è fatta entro il 30 giugno 2023, l’assegno unico decorre da marzo 2023
  • laddove la domanda è fatta dopo il 30 giugno 2023, l’assegno decorre dal mese successivo alla domanda stessa.
    Quindi, non spettano gli arretrati da marzo 2023.

In assenza di ISEE in corso di validità, l’importo dell’assegno che sarà pagato mensilmente sarà quello minimo (50 euro).

I dati dell’osservatorio INPS

L’INPS intanto pubblica i numeri sull’assegno unico erogato nel periodo marzo 2022 – novembre 2022.

Nell’arco di osservazione risultano erogati complessivamente alle famiglie assegni per 11,6 miliardi di euro, di cui 11,1 miliardi di euro destinati ai nuclei NON percettori di reddito di cittadinanza. Per loro, circa il 47% degli assegni pagati per figlio si riferisce a beneficiari appartenenti a nuclei con ISEE inferiore ai 15.000 euro e circa il 23% dei figli, invece, appartiene a nuclei familiari che non hanno presentato ISEE.

A questi risulta, dunque, pagato l’importo minimo della prestazione.

I nuclei percettori di reddito di cittadinanza con almeno una mensilità della prestazione integrata dall’assegno unico sono 493mila.

Tutti i numeri aggiornati sull’assegno unico nel comunicato INPS del 10 gennaio 2023. Nell’occasione, l’istituto ricorda anche, come già anticipato, che per il nuovo periodo di competenza l’importo sarà pagato d’ufficio per chi ha già fatto domanda. Inoltre per loro, l’importo di gennaio e febbraio 2023 sarà pagato sulla base dell’ISEE 2022 o del nuovo ISEE se già aggiornato. L’INPS ricorda anche della possibilità di accedere all’ISEE precompilato.

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