Aprire un’impresa in Italia: quante tasse si pagano?

Esempi su quante e quali sono le tasse da pagare se si decide di aprire una nuova impresa in Italia

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Esempi su quante e quali sono le tasse da pagare se si decide di aprire una nuova impresa in Italia

Aldilà delle chiacchiere e delle promesse che si tramandano di governo in governo quali tasse, costi di apertura etc deve sostenere chi intenda aprire un’impresa in Italia? A fare il sunto della situazione, numeri alla mano, è stata la Cgia di Mestre.

Visto che, intuitivamente, costi di apertura e gestione variano in base alla grandezza della società e al numero dei dipendenti, l’analisi ha distinto tra specifici esempi concreti per ricostruire la realtà imprenditoriale nel nostro Paese. I risultati purtroppo non sono incoraggianti.

Analizzando il rapporto tra ricavi e spese (tra cui rientra anche il gettito fiscale) emerge che nel nostro Paese spesso aprire un’impresa (o pensare di ingrandirsi assumendo nuovo personale) può essere decisamente sconveniente.

Non è un caso quindi se in Italia la percentuale di giovani disoccupati è così elevata (sono circa 1.138.000 gli under 35 senza lavoro). Il tasso di disoccupazione aumenta se la nicchia si restringe agli under 24: il 29,6% non è assunto (negli USA non si va oltre il 17,6% ). Speriamo che, da questo punto di vista, l’introduzione della Società Semplificata a Responsabilità Limitata possa servire a dare uno stimolo nuovo all’imprenditoria giovanile. (Società Semplificata a Responsabilità Limitata (SSRL): occasione per under 35)

 

Ma veniamo ai numeri attuali, tutti relativi a piccole realtà imprenditoriali:

 

  1. Ditta individuale con un unico dipendente

Nel caso della ricerca della Cgia di Mestre si trattava dello specifico di un installatore di impianti che lavora in proprio. Su u reddito annuo di 29.321 euro il totale versato in tasse ammonta a 14.849 €.

Le voci nel dettaglio prevedono:

contributi previdenziali 5.845
IRPEF  5.135
Addizionali IRPEF 364
IRAP 1.334
ICI 378
INAIL 482
CCIAA 88
Bollo furgone 146
Imposta / tariffa sulla PUBBLICITA‘ 81
TASSA / TARIFFA Rifiuti 997
La pressione fiscale ammonta dunque al 47,5% del reddito.

 

  1. Il secondo caso è quello di una società di persone con 15 dipendenti (nello specifico una ditta di confezione ed accessori per abbigliamento)

La società è costituita da 2 Soci e risultano assunti 15 dipendenti.

L’attività viene svolta in un laboratorio di 413 mq e la merce è custodita in un magazzino di 102 mq. Per le consegne è necessario un furgone.

Il reddito annuo della ditta è di 45 mila euro

Il Fisco trattiene:
 
contributi previdenziali  8.830
 IRPEF  8.316
 Addizionali IRPEF 550
 IRAP  9.251
 ICI  1.204
 INAIL  314
 CCIAA  250
 Bollo furgone  146
 Imposta / tariffa sulla PUBBLICITA’  81
 TASSA / TARIFFA Rifiuti 2.633
 TOTALE VERSATO  31.575
 TOTALE a CARICO 29.315

 

  1. La terza società analizzata è una ditta addetta alla costruzione di motori e apparecchi elettrici e consta di 2 soci e di 19 dipendenti.

Posto che il lavoro viene svolto in un capannone di 1.240 mq e che l’attività usufruisce di un furgone per i trasporti.

Il reddito annuo ammonta a 76.600 euro e le voci dei versamenti fiscali riguardano:

 

 contributi previdenziali 15.082

IRPEF  15.537
Addizionali IRPEF  941
IRAP  12.634
 ICI  2.236
 INAIL  1.737
 CCIAA  289
 Bollo furgone  146
 Imposta / tariffa sulla PUBBLICITA‘  81
 TASSA / TARIFFA Rifiuti  5.985
TOTALE VERSATO  54.667
 TOTALE a CARICO  49.107

I numeri lasciano poco spazio ai commenti…

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Argomenti: Tasse e Tributi