Agevolazioni prima casa, spettano anche al cittadino emigrato all’estero

Agevolazioni prima casa spettanti al cittadino italiano emigrato all’estero che non ha più la residenza in Italia

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Agevolazioni prima casa spettanti al cittadino italiano emigrato all’estero che non ha più la residenza in Italia

Agevolazioni prima casa anche per l’acquisto dell’abitazione principale del cittadino italiano emigrato all’estero, ma con alcune precisazioni.

 Agevolazioni prima casa: quali sono

 In primo luogo si ricorda che l’agevolazione per l’acquisto della prima casa si differenzia a seconda che l’immobile sia acquistato da un privato o da un’impresa. Le agevolazioni prima casa si concentrano per lo più nel pagare imposte in misura ridotta.

 Imposte acquisto prima casa

 Se infatti  l’acquisto della prima casa avviene da una ditta specializzata, come agevolazioni prima casa si avrà l’Iva ridotta al 4%, anziché al 10 e il pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 168 euro ciascuna. Diverso il discorso se la prima casa viene acquistata da un privato. In tal caso abbiamo il pagamento dell’imposta di registro con aliquota ridotta al 3% anziché al 7%, nonché il pagamento dell’imposta ipotecaria in misura fissa pari ad euro 168, così come l’imposta catastale.

 Agevolazioni acquisto prima casa: i requisiti da rispettare

 Ovviamente per fruire delle agevolazioni prima casa, occorre rispettare una serie di condizioni  sia oggettive, in relazione quindi all’immobile da acquistare, sia soggettive, in riferimento al soggetto acquirente. Così nel primo caso, l’immobile deve essere una casa di abitazione, catastalmente rientrante tra le categorie A/1 e A/11- non definibile “di lusso”  e l’immobile da acquistare deve trovarsi nel Comune ove l’acquirente ha la residenza (o si impegni a stabilirla entro 18 mesi dall’acquisto) oppure, in alternativa, nel Comune ove l’acquirente svolge la propria attività lavorativa. In relazione invece all’acquirente, questi  non deve essere titolare (sia in modo esclusivo che in comunione con il coniuge) di nessun diritto di proprietà, usufrutto, uso, abitazione su un’altra casa posta nel Comune in cui ha intenzione di effettuare l’acquisto.

 Acquirente all’estero per lavoro

 Particolare è la situazione dell’acquirente che sia stato temporaneamente trasferito all’estero per lavoro. In tal caso, l’immobile da acquistare con le agevolazioni prima casa, si dovrà trovare nel Comune dove ha sede -o dove viene esercitata- l’attività da parte dell’impresa da cui dipende il futuro acquirente. Per i cittadini italiani residenti all’estero (iscritti all’AIRE) l’immobile invece può trovarsi in qualsiasi comune d’Italia, ma deve trattarsi di una “prima casa” posseduta sul territorio italiano.

 Acquirente cittadino italiano emigrato all’estero

 Nel caso di cittadino italiano emigrato all’estero che non ha più la residenza in Italia, anche ad esso spettano le agevolazioni prima casa, a condizione che sussistano tutti i requisiti previsti dalla normativa in materia. Ciò significa che l’immobile deve essere ubicato in qualsiasi punto del territorio nazionale, mentre non è necessario per l’acquirente  stabilire entro 18 mesi la residenza nel comune in cui è situato l’immobile acquistato. Un’ultima considerazione è da fare: lo status di cittadino italiano emigrato all’estero non deve necessariamente essere documentata con certificato di iscrizione all’AIRE, ossia l’Anagrafe  italiana residenti all’estero, ma può essere autocertificata dall’interessato mediante dichiarazione resa nell’atto di acquisto, ai sensi dell’articolo 46 del Dpr n. 445 del 28 dicembre 2000, ossia producendo una dichiarazione sostitutiva di certificazione.   

 

Sullo stesso argomento potrebbe interessarti:

Agevolazione prima casa: i requisiti di accesso e i casi di decadenza

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Tasse e Tributi, Agevolazioni prima casa