Agevolazione prima casa anche per chi non ha un lavoro fisso

Agevolazione prima casa fruibile anche da chi ha un contratto di lavoro a tempo determinato. Lo precisa Vieri Ceriani in un question time

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Agevolazione prima casa fruibile anche da chi ha un contratto di lavoro a tempo determinato. Lo precisa Vieri Ceriani in un question time

Agevolazione prima casa anche per chi ha un contratto di lavoro a tempo determinato. A chiarirlo il viceministro Vieri Ceriani nel corso di un’audizione alla Camera.

Agevolazione prima casa: in cosa consiste

Pare opportuno dapprima ricordare che l’agevolazione prima casa consente a chi si appresta all’acquisto prima casa di un sgravio sul pagamento delle imposte. In particolare se si procede all’acquisto prima casa da un’impresa, si pagherà l’Iva al 4%, quindi con l’aliquota ridotta e  imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 168 euro ciascuna. Se invece si procede all’acquisto prima casa da parte di un privato, si pagherà l’imposta di registro con aliquota ridotta al 3% anziché al 7%, nonché il pagamento dell’imposta ipotecaria in misura fissa pari ad euro 168, così come l’imposta catastale. (per maggiori dettagli si veda il nostro articolo  Agevolazione prima casa: i requisiti di accesso e i casi di decadenza).

Requisiti agevolazione prima casa

Ovviamente per poter ottenere l’agevolazione prima casa occorre precisi requisiti, come quelli indicati di seguito:

– l’immobile da acquistare dev’essere una casa di abitazione -catastalmente rientrante tra le categorie A/1 e A/11- non definibile “di lusso” (si veda il Decreto Ministeriale 2/8/69),

– l’immobile da acquistare deve trovarsi nel Comune ove l’acquirente ha la residenza (o si impegni a stabilirla entro 18 mesi dall’acquisto) oppure, in alternativa, nel Comune ove l’acquirente svolge la propria attività lavorativa;

– l’acquirente non può essere titolare (sia in modo esclusivo che in comunione con il coniuge) di nessun diritto di proprietà, usufrutto, uso, abitazione su un’altra casa posta nel Comune in cui ha intenzione di effettuare l’acquisto;

– nel caso in cui l’acquirente sia stato temporaneamente trasferito all’estero per lavoro, l’immobile si dovrà trovare nel Comune dove ha sede -o dove viene esercitata- l’attività da parte dell’impresa da cui dipende il futuro acquirente;

– per i cittadini italiani residenti all’estero (iscritti all’AIRE) l’immobile può trovarsi in qualsiasi comune d’Italia, ma deve trattarsi di una “prima casa” posseduta sul territorio italiano.

Agevolazione prima casa: l’interrogazione parlamentare

 Ebbene ricordato a grandi linee in cosa consiste e come si ottiene l’agevolazione prima casa, nel corso di un question time alla Camera sono stati chiesti al Governo chiarimenti soprattutto se il contribuente senza posto di lavoro a tempo indeterminato, possa godere del bonus in questione. Onde evitare ingiustificate disparità di trattamento, risponde il viceministro Vieri Ceriani che precisa come l’agevolazione prima casa spetta anche al contribuente che non abbia il contratto a tempo indeterminato. Ceriani precisa che il beneficio dell’agevolazione prima casa  può essere concesso a prescindere dal tipo di attività lavorativa svolta. Incluse, quindi, quelle «non caratterizzate per loro stessa natura dall’esistenza di un rapporto stabile, come volontariato, studio o attività sportiva».

 

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Argomenti: Tasse e Tributi, Agevolazioni prima casa