Video Tosi a Report: ricatti a sfondo sessuale per il sindaco leghista?

Nonostante la diffida ieri a Report è andata in onda l'inchiesta che coinvolge Tosi nello scando dei ricatti a sfondo sessuale

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Nonostante la diffida ieri a Report è andata in onda l'inchiesta che coinvolge Tosi nello scando dei ricatti a sfondo sessuale

Ieri sera, lunedì 7 aprile 2014, è tornato Report e lo ha fatto con due inchieste che stanno facendo discutere molto: quella sul caffè avariato (Caffè avariato: inchiesta report sui bar da evitare. Scoppia la polemica) e quella sul caso Tosi. Da giorni si parlava dello scoop di un video che immortalerebbe il sindaco leghista insieme a transessuali. Il caso ha evidenti analogie con lo scandalo che travolse Marrazzo. La conduttrice Milena Gabanelli ha difeso la serietà del programma sottolineando che la volontà della redazione non fosse quella di criticare le presunte tendenze sessuali della persona coinvolta. L’aspetto grave della vicenda è un altro: per via di questo video Tosi sarebbe ricattabile. Dopo gli scandali affitopoli, direttopoli, parentopoli etc dell’amministrazione Tosi, appare legittimo il sospetto che alcune decisioni che ricadono sulla collettività, siano state prese sotto la pressione di ricatti a sfondo sessuale. “Sappiamo che qualche interrogativo al sua amministrazione lo pone. Se Tosi avesse accettato un confronto con noi si sarebbero chiarite molte cose, anche la sua difficoltà a gestire situazioni roventi. Ha preferito la strada delle querele preventive, e adesso, di tutto quello che abbiamo visto, per lui il problema siamo noi”.

Caso Tosi: dove nasce lo scandalo

La ricostruzione fatta ieri a Report è la seguente: Ranucci sarebbe stato contattato dal cantante Sergio Borsato, che sosteneva di avere un video compromettente riguardante Tosi. L’uomo era disposto a cedere il materiale alla Rai in cambio di soldi. Il sindaco ha quindi accusato l’emittente di usare soldi pubblici per colpire gli avversari politici. Ma anche Ranucci è stato ripreso durante l’incontro: da chi? Il quadro si ingarbuglia: pare che fosse presente anche un tale Massimo Giacobbo, presentatosi come intermediario del video hard.

La tesi del giornalista è che quest’ultimo fosse stato inviato proprio dal sindaco per provare la trappola ai suoi danni.  

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