Una moneta di platino da 1.000 miliardi di dollari?

Perché presto potremmo avere a che fare con una moneta di platino dal valore di 1.000 miliardi di dollari e cosa significherebbe

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Moneta di platino da 1.000 miliardi di dollari?

La BCE ha smesso di stampare banconote da 500 euro, sebbene queste rimangano perfettamente valide per i pagamenti. Da tempo si parla, non solo nell’Eurozona, di togliere valore legale alle banconote di maggiore importo per disincentivare l’uso del contante sull’assunto che esso favorirebbe economia sommersa e illegalità. E se vi dicessimo che una moneta di platino dal valore di 1.000 miliardi di dollari potrebbe presto essere coniata negli Stati Uniti d’America?

Avete letto benissimo: mille miliardi di dollari! E neppure una banconota, bensì una moneta metallica. E’ uno scherzo? Assolutamente no. Dovete sapere che negli USA esiste una norma che non consente allo stato federale di emettere debito oltre la soglia autorizzata dal Congresso. Di solito, il via libera arriva puntualmente, tranne nei casi in cui governo e congressmen non appartengano alla stessa area politica e inizino a litigare sul famoso tetto al debito (“debt ceiling”).

Il tetto al debito imposto dal Congresso

C’è un’incongruenza in questa previsione legislativa: da un lato, essa punta a responsabilizzare il governo e a limitarne i poteri di spesa; dall’altro, il tetto riguarda spese già autorizzate dal Congresso. Non esiste un solo dollaro di spesa che non debba ottenere il via libera di Camera e Senato. Pertanto, se si vogliono limitare le spese, bisognerebbe non autorizzarle e non prima autorizzarle e dopodiché non mettere il governo nelle condizioni di adempiere ai propri impegni.

Ad ogni modo, ad ottobre il Congresso ha trovato un accordo bipartisan per innalzare temporaneamente il tetto al debito a 28.400 miliardi di dollari. Secondo i calcoli del segretario al Tesoro, Janet Yellen, tale cifra sarà raggiunta entro il 15 dicembre prossimo.

In precedenza, la data limite era stata prevista al 3 dicembre. Che cosa succederà se entro quel termine repubblicani e democratici non si saranno accordati per alzare il tetto al debito? Il governo federale automaticamente dovrà sospendere tutte le spese ad eccezione dei programmi sanitari pubblici.

L’evento è considerato catastrofico per l’economia americana, nonché per la credibilità delle istituzioni sui mercati finanziari. Ed ecco che per sventarlo si parla da mesi della possibilità per il Tesoro di aggirare le regole con l’emissione di una moneta di platino da 1.000 miliardi di dollari. Una volta coniata, la depositerebbe sul conto della Federal Reserve e si farebbe versare il controvalore sul proprio. E così otterrebbe la liquidità necessaria per indebitarsi oltre la soglia autorizzata dal Congresso. Un escamotage, insomma, ma che un Premio Nobel come Paul Krugman ritiene sia indispensabile per riformare il sistema fiscale americano.

In arrivo moneta di platino da un trilione?

Dunque, da qui a qualche settimana il Tesoro potrebbe coniare davvero all’ultimo minuto una moneta di platino di valore così elevato? Non fateci affidamento. Il tetto al debito può essere aggirato da un ordine esecutivo con cui il presidente disporrebbe l’emissione di nuovi titoli di stato per raccogliere liquidità con cui ottemperare alle spese autorizzate dal Congresso. E il 14-esimo emendamento della Costituzione americana sancisce che il debito di Zio Sam non possa mai essere messo in discussione, cioè la credibilità del dollaro deve essere salvaguardata a qualsiasi costo e in qualsiasi circostanza.

In poche parole, ogni volta che i due partiti litigano sull’innalzamento del tetto al debito, non fanno altro che mandare in scena una commedia dall’esito scontato. L’America onorerà sempre i suoi debiti e anche solo un attimo primo di ritrovarsi a corto di liquidità troverà le scappatoie tecniche e normative per ottenere i dollari necessari ad andare avanti. La moneta di platino da 1.000 miliardi di dollari funziona benissimo come spauracchio per chiunque dalle file dell’opposizione segnali di non voler autorizzare l’innalzamento della soglia autorizzata.

E, però, bisogna ammettere che per essere la prima economia mondiale, l’America si sia dotata di meccanismi contorti per funzionare laddove quasi tutti i governi al mondo neppure si pongono il problema.

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