Plusvalenze calcio, l’inchiesta si allarga: ecco nomi e numeri

L'inchiesta del Covisoc riguarda ben 18 società di calcio, di cui 7 straniere. Non c'è solo la Juventus ad avere beneficiato delle plusvalenze

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Plusvalenze calcio, inchiesta su 18 club

Non c’è solo la Juventus nel mirino del Covisoc (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche) della FIGC. L’inchiesta sulle plusvalenze sospette si allarga a ben 18 società, di cui 5 di Serie a (Juventus, Napoli, Genoa, Sampdoria ed Empoli), 2 di Serie B (Parma e Pisa), 2 di Serie C (Pro Vercelli e Pescara), 1 di Serie D (Novara) e 7 straniere (Barcellona, Manchester City, Lugano, Marsiglia, Basilea, Amiens e Lille). Ma è l’inchiesta aperta dalla Procura di Torino a carico di sei dirigenti bianconeri, tra cui il presidente Andrea Agnelli, a far tremare di più.

Già in passato, la FIGC aveva avviato indagini sulle plusvalenze nel mondo del calcio, ma in una sola occasione era arrivata a sanzionarle, ovvero in relazione alle operazioni di Chievo e Cesena. Inter e Milan se la cavarono anche per l’impossibilità di determinare il valore di mercato reale di un calciatore. Le plusvalenze sono profitti realizzati dalle società attraverso la compravendita dei giocatori: vendo per 30 milioni un attaccante che avevo acquistato a 10 e che a bilancio mi pesa per un valore residuale di 2,5 milioni? La mia plusvalenza è stata di 27,5 milioni (30 – 2,5).

Plusvalenze calcio sospette “a specchio”

Sono decine le operazioni sospette della Juventus e intrattenute con altri club italiani e stranieri. Si tratta delle cosiddette plusvalenze “a specchio”: vendo un giocatore a prezzi “gonfiati” a un’altra società, la quale non mi paga in denaro, bensì a sua volta cedendomi un giocatore allo stesso prezzo. Nessuno esce un euro ed entrambe iscrivono a bilancio plusvalenze immediate, sebbene negli anni successivi peseranno a bilancio i costi evidentemente gonfiati. Ed ecco che s’innescano operazioni senza soluzioni di continuità per continuare ad abbellire i conti societari di continuo.

Il sito di Sport.sky.it ha calcolato che negli ultimi 10 anni le plusvalenze realizzate dalle prime 7 società di calcio in Serie A abbiano ammontato complessivamente a più di 2,5 miliardi di euro. Ecco la classifica, premettendo che nei casi di Juventus e Lazio sono stati considerati anche i bilancio dell’esercizio 2020/2021:

  • Juventus 672,51 milioni
  • Roma 506,53 milioni
  • Napoli 436,54 milioni
  • Inter 317,34 milioni
  • Atalanta 260,76 milioni
  • Lazio 174,65 milioni
  • Milan 156,41 milioni

Alte? Basse? Sempre Sport.sky.it fa le pulci ai bilanci delle “big” straniere, trovando che le prime 8 in Europa abbiano maturato plusvalenze per un controvalore complessivo di 3,3 miliardi nello stesso arco di tempo. La Juventus si colloca alle spalle del solo Chelsea, che primeggia con oltre 689 milioni, senza tenere conto dell’ultimo bilancio. Al netto delle plusvalenze bianconere, abbiamo un saldo di 2,64 miliardi, superiore a quello realizzato dalle 7 principali società italiane.

Magheggi contabili anche in Europa

Ma sarà molto ardua in tribunale dimostrare che la Juventus abbia truccato i conti. Chi stabilisce quanto valeva nell’anno X il giocatore Y? Una cosa sono i sospetti e le chiacchiere da bar, un’altra le sentenze con tanto di eventuale condanna per la commissione di reati. L’Italia è un popolo di tifosi in tutto, politica compresa. Sragiona quando si tratta della propria maglia o di quella avversaria, perde la sua obiettività e oscilla tra difesa ad oltranza e giustizialismo manettaro.

I dirigenti juventini sono stati solamente indagati, non sono ancora neppure rinviati a giudizio e restano innocenti fino all’ultimo grado di giudizio, indipendentemente dalle frasi più o meno imbarazzanti che potrebbero avere proferito al telefono in conversazioni private (alzi la mano chi usa a casa propria un linguaggio ineccepibile come se stesse rilasciando un’intervista!). Anche qualora dovessero risultare colpevoli dei reati loro addebitati, cerchiamo di capire come si sia arrivati a tanto, del perché il calcio italiano abbia bisogno di espedienti contabili per competere con i grandi club di Spagna e Inghilterra, in particolare. E, soprattutto, chiediamoci se questo tipo di operazioni, per non dire di peggio, non siano sfruttate da tutti i big europei per abbellire i bilanci e permettersi in barba al Fair Play Finanziario di acquistare stelle del calcio sempre più costose e dagli stipendi inarrivabili.

Peggiore delle plusvalenze sospette c’è solo l’ipocrisia di chi non vuole vedere l’asimmetria con cui certe regole vengano fatte rispettare dalla UEFA.

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