Perché l’economia post Covid non sarà più come prima

Come cambierà l'economia dopo la pandemia, uno shock settoriale.

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Economia post covid

La pandemia di Covid-19 vista come un acceleratore di un cambiamento già in atto. Così, tra dieci anni, vedremo il coronavirus, con l’augurio che per quella data sia un lontano ricordo. Ad affermare la tesi dell’effetto acceleratore della pandemia è Vincenzo Galasso, professore ordinario di economia politica alla Bocconi di Milano. È vero anche che la pandemia ha condotto l’economia mondiale alla recessione peggiore che si ricordi dal secondo dopoguerra a oggi.

Non tutti i settori, però, sono stati penalizzati allo stesso modo, anzi, da qui la determinazione di quelle che il Corriere della Sera ha definito forti asimmetrie. Senza contare poi le molteplici trasformazioni che la società globale sta vivendo negli ultimi mesi, dall’esplosione dello smart working all’inesorabile processo di sviluppo dell’automazione dei processi produttivi.

Il debito pubblico in Italia per l’economia post covid

Una delle conseguenze dettate dalla pandemia è la crescita del debito pubblico globale, salito fino a 281 mila miliardi di dollari, vale a dire il 355 per cento del Pil mondiale. In Italia, il debito nei primi mesi del 2021 è vicino a raggiungere il 160 per cento del Pil, contro il 134,6 per cento di due anni fa. L’unica soluzione in mano all’Italia per “rendere sostenibile il debito” è una nuova stagione di crescita per l’economia italiana.

“Uno shock settoriale”

Il professor Galasso ha definito la crisi economica scoppiata a causa della pandemia di Covid come uno “shock settoriale”, sottolineando come il settore del turismo sia stato investito dalla crisi “indipendentemente dalla produttività delle imprese”. Uno scenario elaborato da Us Bureau of Labor Statistics ha ipotizzato un crollo della domanda dell’edilizia non residenziale, una diminuzione degli spostamenti, dei viaggi d’affari e una minore spesa per i ristoranti nelle celebri pause pranzo.

Tutto questo “per colpa” dello smart working, in cui i lavoratori ormai pranzano a casa e dunque non solo non consumano più la pausa pranzo al ristorante ma non spendono neanche più il denaro come un tempo.

Nell’eventualità l’emergenza sanitaria continui, si assisterà a una nuova contrazione della domanda per gli spettacoli da vivo, gli eventi sportivi, i viaggi, gli hotel e i ristoranti. Insomma un cambio davvero epocale che lascerà una scia molto pesante di vittime economiche della pandemia.

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