Pensionati italiani in Portogallo: boom di presenze, ma attenzione alle truffe

I pensionati italiani in Portogallo sfruttano l'azzeramento delle tasse sull'assegno e nella regione di Algarve sono già diverse centinaia. Abbiamo parlato con uno di loro, a capo di una iniziativa social per assistere i connazionali.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I pensionati italiani in Portogallo sfruttano l'azzeramento delle tasse sull'assegno e nella regione di Algarve sono già diverse centinaia. Abbiamo parlato con uno di loro, a capo di una iniziativa social per assistere i connazionali.

La fiscalità di vantaggio per i pensionati, voluta dal governo di Lisbona nel 2014, ha attratto migliaia di europei in Portogallo, facendone ormai una sorta di Florida del Vecchio Continente. E il fenomeno sta interessando parecchio proprio gli italiani in quiescenza, tanto che abbiamo voluto saperne di più, contattando chi da tempo si prodiga per offrire informazioni e assistenza senza scopo di lucro ai propri connazionali. Parliamo di Vincenzo Ruotolo, che ha deciso di creare tempo fa il gruppo Facebook “Pensionati In Algarve – Portogallo”. Lo raggiungiamo al telefono e subito si mostra di una disponibilità e gentilezza uniche. Originario di San Benedetto del Tronto, ed ex manager spiega di essersi stanziato in Algarve, regione dell’estremo sud del Portogallo, due anni fa. Gli italiani qui, racconta, erano appena un paio di coppie. Nel frattempo, sono lievitati a oltre 500 presenze.

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Perché un gruppo su Facebook? Perché i tentativi di truffa non mancano, sottolinea. Qualche malintenzionato fa leva sul desiderio dei pensionati di ottenere il prima possibile il disbrigo delle pratiche burocratiche per essere esentati dal pagamento dell’imposta sulle persone fisiche, quella che da noi sarebbe l’Irpef. L’iter non si conclude prima dei 6 mesi, precisa. E qui scatta la truffa di chi promette di velocizzarlo, facendosi consegnare 4-500 euro, soldi “rubati” a tutti gli effetti. Dunque, il gruppo social punta a fornire ai pensionati italiani che vogliano trasferirsi in Portogallo tutte le informazioni e l’assistenza necessarie per non restare vittime di raggiri. E Ruotolo ci tiene a sottolineare che tutto ciò avviene senza alcuno scopo secondario, bensì solamente per dare una mano ai connazionali in arrivo. Basterebbe parlarci pochi secondi per capire che è così.

Chi sono i pensionati italiani in Portogallo

Non è la prima volta che rilascia interviste alla stampa italiana. Lo ha fatto già con testate come Corriere della Sera Repubblica. Orgoglioso, ricorda che dei circa 580 iscritti al suo gruppo, circa 130 si registraron nel giorno successivo all’intervista realizzata per il quotidiano di Ezio Mauro. E’ il segno che c’è parecchia attenzione in Italia per il Portogallo. Alla domanda su quale sia la tipologia del pensionato medio italiano che decide di andare a vivere nella bellissima Algarve, ci risponde che trattasi di una persona che gode di un assegno relativamente elevato, almeno per i canoni italiani. Si parte da non meno di 1.700-1.800 euro al mese, ma sostanzialmente ci dice che la media percepita tra la cerchia delle persone che assiste nella regione si aggira sui 3.000-3.500. Sono ex liberi professionisti, manager, piccoli imprenditori, insomma persone che trovano conveniente spostare la residenza dall’Italia, visto che il mancato pagamento dell’Irpef si traduce per loro in un bel risparmio mensile. E tutti sono ex dipendenti del settore privato, perché ci chiarisce un dato non sempre noto: la detassazione della pensione in Portogallo non si applica agli ex dipendenti pubblici, con la conseguenza che questi starebbero iniziando ad optare per mete come la Tunisia, ci racconta sulla base delle sue amicizie.

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Qui, paghiamo l’IVA sui consumi, il governo sta facendo un affare, nota, perché creiamo ricchezza con la nostra presenza. E non ci sono solo italiani ad affollare le spiagge di Algarve. Per numero di residenti, gli inglesi sarebbero primi, ma Ruotolo scommette che da qui a breve verremo superati anche dai francesi. Tutti attratti dal clima favorevole (20 gradi garantiti tutto l’anno, con punte minime di una decina di gradi) e da un costo della vita relativamente basso, sebbene nella regione sia più alto rispetto alla media nazionale. Ma i pensionati italiani arrivano da tutto lo Stivale? Certo, ci risponde, ma prevalentemente dal Centro-Nord. Il perché non sembra difficile intuirlo: i meridionali godono già di un clima favorevole e di un costo della vita non elevato, mentre probabilmente tra loro sono anche numericamente inferiori coloro che percepiscono trattamenti pensionistici medio-alti. “Perché lo stato italiano non azzera le tasse per i pensionati che si trasferiscono alle Eolie?”, ipotizza.

La vita ad Algarve, tra sicurezza e assistenza

Ad ogni modo, la giornata in Portogallo scorre tra spiagge, ritrovi ai chioschi tra connazionali per giocare a carte e passeggiate. Le sue figlie, ci racconta, hanno aperto un bistrò, diventato un luogo di incontro per i pensionati italiani residenti e appena arrivati, curiosi di stringere amicizia con altri connazionali. E si vive senza grossi problemi. “Ci saranno quattro tossici innocui nella zona, non fanno niente e la polizia li conosce. La mattina, quando apro il giornale non trovo notizie di cronaca nera”. Insomma, anche sul fronte sicurezza le cose vanno abbastanza bene. Ma gli chiedo se questo tipo di politica non si ritorca contro Lisbona alla lunga. I pensionati, lo sappiamo, hanno bisogno nel tempo di cure, di assistenza, per cui il governo potrebbe ritrovarsi in futuro a spendere ben più di quanto non benefici subito dall’impatto economico positivo sull’economia locale. Ma anche su questo Ruotolo ha le idee chiare: “l’assistenza pubblica c’è e non c’è”. La sanità, ci spiega, è pubblica, ma come in Italia non sempre garantisce prestazioni veloci, ragione per cui molti italiani finiscono per stipulare un’assicurazione privata per il caso di bisogno.

E ci fornisce un esempio recentissimo: pochi giorni fa, un amico inciampa e si sloga una caviglia. Anziché ricorrere all’ospedale pubblico, sfrutta l’assicurazione privata e al costo di soli 90 euro ed entro appena 45 minuti ottiene l’assistenza dovutagli. Dunque, lo stato quanto ha speso per curarlo in una situazione simile? Nulla. E il pensionato ha sborsato pochi quattrini senza fare fila. “Fossimo stati a San Benedetto, saremmo entrati al pronto soccorso la mattina e usciti la sera”, chiosa. Lo saluto, ironizzando sul fatto che per centinaia di italiani che vanno in Portogallo, è appena arrivato un portoghese in Italia. “E certo, paga solo 100.000 euro su tutti i redditi percepiti all’estero”. In fondo, giovane calciatore o pensionato, è tutta una questione di tasse.

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Argomenti: Crisi Portogallo, Economia Italia, Pensioni

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