Le province più a rischio zona rossa a causa delle varianti

Le Province italiane dove le varianti corrono veloci.

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Nuovo Dpcm fino a Pasqua

Le varianti del coronavirus fanno paura e alcune province sembrano essere sempre più a rischio con il passare delle settimane. Un interessante grafico de Il Corriere mostra dove le varianti stanno correndo di più e quali sono le province che rischiano la zona rossa a causa dei focolai.

Timore terza ondata e province a rischio varianti

Il timore di una terza ondata a causa delle varianti c’è e proprio per questo motivo il Governo ha pensato ad un possibile lockdown soft dal 25 febbraio, una zona arancione nazionale rafforzata con regole più severe da rispettare. Intanto, in alcune Province la variante corre. Come riporta Il Corriere, nelle province di Brescia, Bergamo e Monza, le varianti si trovano ancora in una fase iniziale mentre, sempre rimanendo in Lombardia, Milano, Varese e Cremona sono le province con le varianti in crescita.
Stessa situazione in altre Regioni come Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Calabria e Basilicata, molte delle quali si trovano in una fase pericolosa, da bollino rosso.
Segnate con il bollino rosso ossia dove inizia a circolare il focolaio delle varianti, quindi la situazione più delicata, sono le province di Monza, Bergamo, Brescia, Parma, Modena, Bologna, Ravenna, Ancona, Lucca, Pistoia, Firenze, Pisa, Siena, Pescara, Frosinone, Potenza, Matera e Vibo Valentia.Le province con il bollino arancione scuro, dove le varianti stanno aumentando sono invece Milano, Varese, Verbania-Cusio-Ossola, Cremona e Isernia. Con il bollino giallo, che indica alta densità delle varianti figurano Belluno e Crotone.

Si pensa ad un lockdown

La situazione è in peggioramento, ecco perché Andrea Crisanti, a SkyTg24 di recente ha parlato delle necessità di un lockdown totale:

“La variante inglese che si è adesso stabilizzata in Italia e in pochi mesi è passata da reperti occasionali al 30-35% dei casi e nelle prossime settimane probabilmente arriverà al 60-70% di fatto polverizzato i progressi fatti con la vaccinazione fino ad adesso perché si passa dalla necessità di vaccinare il 70% al 75-80%.

I progressi fatti con l’immunizzazione di 2,5 milioni di persone si sono praticamente azzerati dall’arrivo della variante inglese”.

Si attende quindi la decisione del Governo sulle prossime mosse, oltre all’uscita del nuovo Dpcm.

Vedi anche: Italia in zona arancione scuro e lockdown soft dal 25 febbraio, ipotesi contro la terza ondata

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