Immissioni in ruolo 2017-2018, la ‘truffa’ si compie: le cattedre non esistono, da Napoli parte la mobilitazione nazionale per il 25 luglio

Caos Miur: la protesta parte da Napoli per la scomparsa dei posti per le immissioni in ruolo 2017-2018. I docenti sono in rivolta.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Caos Miur: la protesta parte da Napoli per la scomparsa dei posti per le immissioni in ruolo 2017-2018. I docenti sono in rivolta.

La situazione delle immissioni in ruolo 2017/2018 rischia di diventare davvero grottesca con il Miur in pieno caos (e non solo su questa questione) e ciò che stupisce è il silenzio dei media nazionale intorno a un nodo che dovrebbe far sobbalzare qualunque ‘cittadino’: il governo Renzi aveva propagandato il ritorno alla normalità con il concorso scuola 2016, mediante la messa a bando di un numero di posti ‘calcolato’ sul fabbisogno regionale triennale. Ebbene, in moltissime regioni del Sud si sta configurando una situazione che ha del paradossale: i vincitori di concorso hanno visto sparire i posti, o, per meglio dire, i posti erano ‘fantasma’, inesistenti – secondo qualcuno soltanto una mossa pubblicitaria e mediatica del governo Renzi per raccogliere consensi nel mondo della scuola.

Qui, Immissioni in ruolo 2017/2018: tempistica, criteri, scelta ambito, chiamata diretta.

La manifestazione del 25 luglio parte da Napoli: quando le immissioni in ruolo?

Una delle regioni più colpite dalla scomparsa delle cattedre per le immissioni in ruolo 2017/2018 è la Campania: i docenti che hanno visto sfumare i posti messi a concorso si sono riuniti nel CoNaVinCoS – Coordinamento Nazionale Vincitori Concorso Scuola 2016 (a questo link trovate la pagina Facebook) e hanno promosso una manifestazione al Miur per la giornata del 25 luglio, nei giorni immediatamente successivi alla diffusione dei contingenti per le immissioni in ruolo2017/2018 per la scuola secondaria di secondo grado. Per chi volesse partecipare o prendere informazioni, a questa pagina trovate tutto sulla manifestazione. Queste sono le richieste formali che verranno presentate:

  • garanzia e rispetto del vincolo regionale;
  • garanzia e rispetto del vincolo triennale;
  • garanzia del rispetto delle GM già formate, senza l’eventuale inserimento a pettine di coloro che hanno superato le prove suppletive (a prescrindere dalla sentenza di merito, come già deciso dal Consiglio di Stato, ed eventualmente anche in nostra tutela dopo l’eventuale sentenza favorevole);
  • predisposizione dell’eventuale nomina giuridica, con decorrenza dal 1° settembre 2017, e conseguente nomina economica a partire dal 1° settembre 2018;
  • predisposizione di un piano straordinario regionale di assunzioni per l’anno 2018 (come già previsto per l’a.s. 2015/2016 dalla L.107/2015), per tutti i docenti inseriti nelle Graduatorie di Merito del concorso 2016

Difficile davvero commentare una situazione di questo tipo: un governo che bandisce un concorso scuola, dunque un concorso pubblico, ‘barando’ sui numeri è una situazione inedita e dovrebbe far riflettere chiunque; il governo Renzi lascia davvero l’amaro in bocca e l’idea che si possa ‘truffare’ la classe docente, quella che dovrebbe essere al centro degli interessi di un paese, senza che neanche i sindacati prendano una posizione netta dà la cifra assoluta di quanto sta avvenendo in Italia.

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Argomenti: Politica, Politica italiana, Scuola

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