Come cambia il mercato del lavoro: i mestieri che tirano di più

Lavori che tirano e attività in caduta libera: quali sono e come procede il mercato del lavoro.

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Lavori che tirano e attività in caduta libera: quali sono e come procede il mercato del lavoro.

Il covid ha sicuramente cambiato il mercato del lavoro e mentre alcuni mestieri sembrano in caduta libera, altri stanno andando molto bene. Secondo i dati di Unioncamere e Infocamere, tra aprile e giugno 2020, si sono registrate le aperture di quasi 20mila attività produttive, contro le 29mila dello stesso periodo del 2019. La maggior parte sono imprese individuali. Alcune di queste attività tirano molto di più, altre di meno. 

Quali sono i lavori in crescita? 

Parlando di lavori in crescita, spiccano le attività di pulizia con un aumento di 5.600 unità, quelle relative a tatuaggi e piercing, con più di 5mila, a cui seguono i lavori di giardinaggio, parrucchieri ed estetisti, organizzatori di eventi e matrimoni, robivecchi, cura degli animali, toelettatori, addestratori e dog sitting. 

Quali sono i lavori in calo? 

Accanto a quelle attività in crescita, ci sono poi quelle che risultano in contrazione come le costruzioni e ristrutturazioni, scese di 18.500 unità, elettricisti che hanno subito un calo di 5.500 unità, padroncini del trasporto su strada, meccanici, che risultano a -4.500 unità e ancora falegnami, muratori e piastrelllisti. 

Secondo i dati di Unioncamere, inoltre, mentre stanno crescendo in generale le attività legate alla cura delle persone, sono sicuramente calati quelli legati alle attività artigiane. Ad investire in nuove attività sono anche gli stranieri, così come gli under 35 e le donne. Gli stranieri sembrano investire soprattutto nelle attività legate alle costruzioni mentre le donne in quelle legate alla cura delle persone.

 

In merito ad una ripresa del lavoro dopo il coronavirus, è stato Maurizio Landini della Cgil a fare chiarezza durante un intervento a Bari: “Per quello che riguarda la ripresa sicuramente i dati peggiori risalgono ai mesi più pesanti che abbiamo vissuto, aprile e maggio, momenti davvero difficili. A luglio e agosto i dati indicano una ripresa ma che questa sia duratura nell’autunno è tutto da vedere perché ci sono una serie di settori che sono stati pesantemente colpiti e in più siamo di fronte a un quadro internazionale che ci indica una situazione difficile”.

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