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Oggi: 18 Feb, 2026

Lagarde verso l’uscita anticipata: perché aumenta il rischio politicizzazione BCE

Christine Lagarde annuncerebbe le dimissioni dalla guida della BCE prima delle elezioni francesi, politicizzando così l'istituto.
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Dimissioni anticipate per Lagarde alla BCE?
Dimissioni anticipate per Lagarde alla BCE? © Investireoggi.it

Christine Lagarde annuncerebbe le proprie dimissioni da governatrice della Banca Centrale Europea (BCE) già agli inizi del 2027 e in anticipo rispetto alla scadenza del mandato, ufficialmente nell’ottobre del prossimo anno. E’ quanto riporta il Financial Times e corrobora una voce che circolava già da qualche giorno. L’idea sarebbe venuta alla stessa per evitare che la scelta del successore avvenga dopo le elezioni presidenziali in Francia. Stando ai sondaggi, oggi vincerebbe il candidato della destra sovranista: Marine Le Pen o, se incandidabile, il suo delfino Jordan Bardella.

Dimissioni di Lagarde già spifferate dal WEF

Le dimissioni di Lagarde consentirebbero al presidente uscente Emmanuel Macron di concordare con il cancelliere Friedrich Merz anche colui o colei che servirà la BCE per i successivi otto anni.

Già un anno fa era circolata questa voce, arrivata niente di meno che dall’ormai ex capo del World Economic Forum, Klaus Schwab, secondo cui la francese avrebbe preso il suo posto “già nei primi mesi del 2027”. La smentita di Francoforte arrivò allora netta e immediata. E anche questa volta, dall’entourage della governatrice si fa presente che ella sia “totalmente assorta nell’espletamento del mandato” e di non avere preso alcuna decisione in merito ai tempi per la conclusione.

Credibilità BCE a rischio

Come avemmo modo di sostenere già un anno fa, questo balletto sulla fine del mandato non fa bene alla credibilità della BCE. E ancora meno a seguito delle voci su dimissioni per anticipare le elezioni francesi. Lagarde sta altamente politicizzando un ruolo che per sua natura (e statuto) deve essere al di fuori dell’arena politica. Non a caso, sono stati di recente gli stessi dipendenti dell’istituto in un sondaggio ad avere accusato la francese di assumere decisioni avulse da motivazioni prettamente tecniche.

Come dire che a Francoforte si respira un’aria di politicizzazione.

In questi mesi, stiamo assistendo ad accuse (corrette) al presidente americano Donald Trump, reo di attentare all’indipendenza della Federal Reserve. La stessa BCE è scesa in campo per difendere la sua omologa di Atlanta. Non è mai un bene quando i governi s’intromettono nella politica monetaria di una banca centrale, le cui decisioni devono essere prese sempre in base a ragionamento squisitamente tecnici. Il loro compito consiste nel preservare la stabilità dei prezzi (e dell’occupazione negli USA) e per farlo devono poter adottare misure impopolari come l’aumento del costo del denaro.

Svariate ingerenze politiche

Allo stesso modo, però, non va per niente bene che una banca centrale s’intrometta in decisioni di natura politica. Lagarde è stata solita farlo in questi anni, come quando ha chiesto all’Italia di firmare la ratifica del nuovo MES. Restando agli ultimi giorni, ha spronato la Commissione ad emettere gli Eurobond, cioè titoli del debito comune, intervenendo nel dibattito sulla politica fiscale dell’intera Unione Europea. Quando ciò accade, la credibilità di un istituto viene meno. Una volta che un governatore fa politica, indirettamente è costretto ad accettarne le regole e le critiche annesse. L’indipendenza va a farsi benedire.

Ancora di più, se desse l’impressione di occuparsi delle tematiche politiche del proprio Paese di origine.

Dimissioni di Lagarde colpiscono efficacia policy

Vi fidereste più di una banca centrale che assume decisioni senza alcuna caratterizzazione politica o di una che si comporta come un soggetto politico? Delle due, chi riterreste maggiormente capace di perseguire l’obiettivo della stabilità dei prezzi? Guai a gradire una banca centrale sulla base di inclinazioni politiche espresse in maniera esplicita o, addirittura, attraverso misure monetarie. Essa finirà prima o poi per sottomettere il suo mandato ad obiettivi esterni e non dichiarati. La sola sensazione che ciò possa accadere, può portare al disancoramento delle aspettative d’inflazione, rendendo meno efficace la trasmissione degli impulsi di politica monetaria. Le dimissioni di Lagarde rischiano di danneggiare la reputazione di Francoforte ben oltre il suo mandato.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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