Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 18 Giu, 2026

Delfin, l’ombra di Apollo sul risiko bancario: ecco come cambia la partita per Generali e Mediobanca

Contatti tra Delfin e il Fondo Apollo per il riassetto della holding della famiglia Del Vecchio con implicazioni sul risiko bancario.
18 Giugno 2026
Contatti tra Delfin e Apollo per riassetto
Contatti tra Delfin e Apollo per riassetto © Investireoggi.it

Leonardo Maria Del Vecchio è passato al piano B e sta sondando da giorni la disponibilità del Fondo Apollo Global Management a finanziare il riassetto di Delfin in corso, la holding di famiglia. Una decisione arrivata dopo settimane di impasse con le banche. Il maxi-prestito di 11 miliardi di euro non decolla a causa delle distanze sui termini per l’erogazione. Il fondo garantirebbe condizioni migliori e arriverebbe in tempi molto stretti (entro fine mese). Dell’accordo farebbero parte alcune delle banche già contattate per il finanziamento nei mesi scorsi, tra cui Unicredit. Si sarebbe sfilata, invece, BNP Paribas.

Accordo tra Delfin e Apollo? Conseguenze sul risiko bancario

L’eventuale accordo tra Delfin e Apollo avrebbe implicazioni dirette sul risiko bancario riapertosi con l’OPAS di Intesa Sanpaolo su Monte Paschi di Siena.

Facciamo un passo indietro al 27 aprile scorso. L’assemblea dei soci avalla l’acquisto delle quote di Paola e Luca da parte del fratello Leonardo Maria. Questi salirà così dal 12,50% al 37,50%. Prezzo di vendita: 10 miliardi. Un altro miliardo servirà alla società personale LMDV per rifinanziare un debito in scadenza. Per pagare questa cifra monstre, il rampollo di casa Del Vecchio ha stretto un accordo con diverse banche, guidate dal consorzio composto da BNP Paribas, Crédit Agricole e Unicredit.

Le condizioni richieste per il prestito sono stringenti: durata non superiore ai 18 mesi, interessi del 4% e quote Delfin oggetto della transizione in pegno come garanzia. E si stanno allungando i termini per l’erogazione. Per questo Leonardo Maria sta immaginando un piano B: accordo con Apollo, pur coinvolgendo le banche già contattate che ci staranno.

Si parla di una durata del prestito di 5-7 anni e senza la pretesa del pegno sulle quote rilevate. In più, l’erogazione avverrebbe entro pochi giorni.

Minore leva per Unicredit

Perché la notizia irrompe sul risiko bancario italiano? L’accordo con le banche assegna una forte leva a Unicredit, che è interessata nella partita che riguarda MPS e Generali. Infatti, la banca guidata da Andrea Orcel possiede circa il 9% della compagnia assicurativa e la stessa Delfin ha un altro 10%, oltre che il 17,5% di MPS. Per abbattere il debito si vocifera da mesi che la holding venderebbe tali partecipazioni su pressione proprio di Leonardo Maria, a cui così spetterebbe pro-quota una fetta rilevante dei profitti incassati.

Il piano A – riassetto di Delfin grazie alle banche – accresce il potere di Unicredit in termini di influenza sull’intero sistema finanziario italiano. Se Leonardo Maria fosse messo sotto pressione per cedere la quota in Delfin, ad approfittarne sarebbe Orcel. Questi avrebbe modo di salire fino a ridosso del 20% e superando MPS/Intesa al 13,3% più un altro 3,13% diretto di Ca’ de Sass. Il piano B sgancia il destino della holding da Piazza Gae Aulenti. E per questo motivo finisce per offrire sostegno indiretto a Intesa nella fase attuale.

MPS e Generali sempre più terreno di battaglia

Da notare il passo indietro della francese BNP Paribas.

Chissà che dietro non vi sia la presa d’atto che non potrà mettere le mani sul gioiello tanto ambito dal sistema transalpino: il Leone di Trieste. Fa gola a tutti con i suoi 900 miliardi di risparmi gestiti, ma con l’OPAS di Intesa sembra sfumare ogni ipotesi di controllo straniero. E il riassetto di Delfin s’inseriva sin dall’inizio in questo scenario. Liberando le quote nelle partecipate finanziarie italiane, il prestito bancario favorirebbe scalate da soggetti esterni, persino non italiani. Apollo rimescolerebbe le carte, ridando fiato a Leonardo Maria.

Unicredit otterrebbe un vantaggio indiretto, pur perdendo probabilmente influenza su Delfin. La mancata erogazione del prestito o l’erogazione di un prestito d’importo inferiore aumenterebbe la liquidità a disposizione per compiere operazioni di natura finanziaria sul mercato domestico. In pratica, meno soldi a Leonardo Maria significa avere più soldi per salire in Generali e/o fare ingresso in MPS. Da questo punto di vista, Apollo contribuirebbe a rendere ancora più imprevedibile l’esito del risiko bancario.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

Investire 1 milione di euro nel BTp 2054
Articolo precedente

Investire 1 milione di euro nel BTp 2054 e vivere di rendita: ecco perché è possibile