Nuclei familiari numerosi e proprietari di case sono soggetti che dalla legge di Bilancio escono con una agevolazione sull’ISEE. La stessa cosa che accadde nel 2025, con le agevolazioni per i possessori di titoli di Stato, Buoni Fruttiferi, libretti di risparmio e ogni altro titolo di deposito a garanzia statale, accade adesso con case e nuclei con molti figli. L’ISEE si abbassa alla luce di queste novità, per diversi nuclei familiari. L’INPS a giorni dovrebbe adeguare le piattaforme, cosa che al momento non è ancora successo visto che si ripete quanto accaduto con i buoni e i libretti lo scorso anno, ovvero con ISEE da fare quanto prima, e poi da rifare a procedure attivate.
Resta il fatto che per il solo fatto che la manovra ha introdotto queste novità, c’è chi si troverà con un ISEE più basso rispetto a quello in origine. Con conseguente possibilità di diventare creditori nei confronti dell’INPS per l’Assegno Unico sui figli. Perché l’Assegno Unico è una delle misure che ha un importo determinato sul valore dell’ISEE. E ogni variazione dell’ISEE potrebbe determinare un cambio dell’importo dell’Assegno Unico. Più basso l’ISEE, per molti diventa più alto l’Assegno Unico. E quindi, arretrati in arrivo per chi si trova in questa condizione.
ISEE 2026, ecco cosa è cambiato su case e famiglie numerose
Due interventi sull’ISEE nella legge di Bilancio. Il primo intervento è sugli immobili, e nello specifico, sulle prime case dei nuclei familiari. Da sempre sull’ISEE esiste una franchigia che abbatte l’impatto che la prima casa ha sul valore dell’Indicatore.
In pratica, se una casa in genere impatta in misura pari al 20% del suo valore catastale sull’ISEE (adeguati alla scala di equivalenza rispetto alla composizione del nucleo familiare), grazie a questa franchigia la prima casa incide meno.
Una franchigia che fino al 2025 era pari a 52.500 e adesso passa a 91.500 euro. Significa che se una prima casa ha un valore catastale di 100.000 euro, fino a ieri era considerata ai fini ISEE in misura pari al 20% di 47.500 euro.
Adesso invece solo per il 20% di 8.500 euro. Il calcolo è abbastanza semplice. La rendita catastale rilevata dalla visura si moltiplica per 168. Ed il 20% di quello che esce, finisce nell’ISEE. Al netto delle maggiorazioni basate sulla composizione del nucleo familiare.
Ed è su questo che si parla della seconda novità introdotta. La maggiorazione di 2.500 euro, fino a ieri scattava dal terzo figlio in poi, adesso scatta dal secondo.
Dall’INPS arretrati in arrivo per l’Assegno Unico sui figli, ecco perché
I nuclei familiari vengono avvantaggiati anche sulla scala di equivalenza. Fino a ieri la scala era zero per i nuclei familiari con due figli, mentre adesso sale a 0,1.
Per i nuclei familiari con tre figli si passa da una scala 0,2 ad una 0,25. Poi, per le famiglie con 5 figli si va da 0,35 a o,40. Infine per quelle ancora più numerose si sale a 0,55 invece che a 0,50.
Naturalmente se al netto di tutte queste differenze, chi sin trova a prendere un Assegno Unico inferiore rispetto a quello che dovrebbe essere, non appena avrà l’ISEE aggiornato alle novità, riceverà gli arretrati di Assegno Unico.
Evidente che questo accade per chi si trova a prendere un Assegno Unico inferiore alla soglia massima prevista appannaggio di famiglie che rientrano nella prima fascia che è fino a 17.468,51 euro. Chi si trovava con un ISEE sotto tale soglia, prende già l’importo massimo spettante che dovrebbe essere nel 2026 pari a 203,81 al netto delle eventuali maggiorazioni spettanti.
Chi invece si trova nella cosiddetta fascia decrescente, cioè tra 17.468,51 euro e 46.230 euro, potrebbe vedere crescere l’importo del trattamento.