Via libera anche alla Camera e legge di Bilancio approvata definitivamente. Per le pensioni le notizie non sono certo positive. Nella manovra, infatti, arriva il taglio del cumulo tra rendita integrativa e pensione INPS per chi, a 64 anni, può accedere alla pensione anticipata contributiva.
Non si sono inoltre prorogate Quota 103 e Opzione Donna, misure che dunque chiudono definitivamente nel 2025, a differenza dell’Ape sociale, unica tra le tre in scadenza al 31 dicembre 2025 a essere confermata.
Infine, all’interno della manovra, trova spazio anche la conferma dell’aumento di 3 mesi dei requisiti pensionistici, che il governo ha però deciso di ammorbidire nel 2027, rinviandone l’applicazione piena al 2028.
Nonostante tutto, restano vive le speranze che l’aumento legato all’aspettativa di vita possa alla fine essere bloccato. Ed è per questo che il 2026 potrebbe ancora cambiare le carte in tavola.
Aumento età pensioni dal 2027, c’è l’ODG sul congelamento dei 67 anni
È servito un miliardo di euro per coprire il semplice slittamento di un anno dell’aumento pieno di 3 mesi, inizialmente previsto per il 2027. Parliamo dell’adeguamento dei requisiti pensionistici legato all’aspettativa di vita della popolazione.
Un aumento che il governo, invece di applicare integralmente nel 2027, ha deciso di spalmare in due fasi: un mese nel 2027 e due mesi nel 2028. Come detto, un miliardo di euro è stato accantonato per compensare questo rinvio parziale. Basta questo dato per comprendere quale sarebbe stato l’impatto, in termini di coperture, di un blocco totale dell’aumento, come più volte richiesto dalla Lega.
Prima attraverso emendamenti, poi con proposte, iniziative e Ordini del Giorno, la Lega ha insistito affinché l’aumento di 3 mesi dell’età pensionabile fosse del tutto congelato già dal 2027.
Tuttavia, proprio a causa delle coperture finanziarie, questo obiettivo non è stato raggiunto. Ma le speranze, almeno per ora, non sono del tutto svanite.
Ecco l’impegno che blocca l’aumento, il 2026 l’anno decisivo
Dal Parlamento arriva una notizia rilevante sul fronte pensioni. Durante l’iter di approvazione della manovra alla Camera, la Lega ha presentato un Ordine del Giorno (ODG) specificamente dedicato all’aumento dei requisiti pensionistici. Un ODG approvato e che impegna formalmente il governo a rivedere nel corso del 2026 le decisioni assunte.
In concreto, significa che esiste un impegno politico a tornare a discutere del blocco degli aumenti legati all’aspettativa di vita. Anche il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha confermato che, dopo aver suddiviso l’aumento su due anni, resta l’obiettivo di fermare definitivamente un meccanismo che, già nel 2027, porterebbe l’età pensionabile di vecchiaia da 67 anni a 67 anni e un mese, per poi arrivare a 67 anni e 3 mesi nel 2028.
Il 2026 diventa quindi un anno decisivo. Sarà in quella fase che si capirà se l’aumento dell’età per la pensione di vecchiaia davvero si congelerà. Oppure se l’adeguamento tornerà a correre senza ulteriori correttivi.