Anche nel 2026 l’Assegno di Inclusione resterà la principale misura di contrasto alla povertà del sistema assistenziale italiano. La misura, che ormai da anni ha preso il posto del Reddito di Cittadinanza, è stata confermata dal governo Meloni, seppur con alcune novità rilevanti.
Novità che, da un lato, possono essere considerate favorevoli per i beneficiari, mentre dall’altro presentano elementi meno vantaggiosi. Il classico caso del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, come spesso accade quando si parla di sussidi. Il punto centrale riguarda soprattutto chi deve rinnovare la prestazione dopo aver completato un primo ciclo di fruizione e intende proseguire anche con quello successivo.
Scompare infatti il mese di sospensione che caratterizzava questo tipo di sussidi fin dai tempi del Reddito di Cittadinanza. Allo stesso tempo, però, non viene confermato il bonus da 500 euro introdotto nel 2025 per coprire parzialmente quel periodo di vuoto. Vediamo quindi nel dettaglio cosa cambia per i percettori dell’Assegno di Inclusione nel 2026.
Assegno di Inclusione 2026: importo ridotto al 50%, rinnovo senza pause e bonus 500 euro, ecco le novità
L’Assegno di Inclusione resterà operativo anche nel 2026, con gli stessi requisiti previsti nel 2025. Da questo punto di vista, quindi, non ci sono cambiamenti. La misura continuerà a essere destinata a:
- invalidi civili con percentuale almeno pari al 67%;
- anziani over 60;
- minori di 18 anni;
- soggetti presi in carico dai servizi sociali;
- persone con carichi di cura per familiari disabili o minori in tenera età.
La platea dei beneficiari resta quindi identica, così come rimangono invariati i requisiti economici. In particolare:
- il limite ISEE resta fissato a 10.140 euro;
- il reddito familiare massimo non deve superare 6.500 euro annui, che salgono a 8.190 euro annui per i nuclei composti esclusivamente da persone over 67 o con disabilità grave.
Tali soglie continuano ad essere adeguate alla scala di equivalenza, in base alla composizione del nucleo familiare. Restano inoltre invariati:
- il limite di 30.000 euro per il patrimonio immobiliare (esclusa la casa di abitazione);
- il limite di patrimonio mobiliare, pari a 10.000 euro, che scende a 6.000 euro per i nuclei monocomponente, con incrementi legati alla composizione familiare.
Ecco in sintesi le novità del 2026 per il sussidio
La vera novità dell’Assegno di Inclusione nel 2026 riguarda il rinnovo del beneficio dopo la conclusione di un intero ciclo di fruizione. Viene infatti eliminato il mese di sospensione che, fin dai tempi del Reddito di Cittadinanza, separava un ciclo dall’altro.
Chi nel 2026 percepirà l’ultima mensilità del primo ciclo di 18 mesi o dell’eventuale secondo ciclo di 12 mesi, potrà presentare domanda e continuare a ricevere il sussidio senza interruzioni. Tuttavia, non sarà più previsto il bonus una tantum fino a 500 euro, che nel 2025 compensava parzialmente lo stop obbligatorio.
Questa continuità, però, non è priva di effetti penalizzanti. La prima mensilità del nuovo ciclo – cioè la prima ricarica successiva alla domanda di rinnovo – sarà infatti ridotta del 50%, a parità di requisiti economici e familiari.
In termini pratici, il nuovo sistema consente di evitare il mese senza sussidio, ma per tornare a percepire l’importo pieno dell’Assegno di Inclusione sarà necessario attendere la seconda ricarica del nuovo ciclo.