L’Assegno di Inclusione anche nel 2026 sarà la principale misura di contrasto alla povertà, così come lo è oggi. Si tratta di una prestazione destinata alle famiglie fragili, al cui interno sono presenti soggetti con determinate caratteristiche. La misura, confermata anche per l’anno venturo, continuerà a essere erogata con le stesse regole di base.
Ci sono però cittadini che ci chiedono chiarimenti in merito ai cambiamenti all’interno del nucleo familiare. Ad esempio, un nostro lettore ci domanda se, ora che sua madre è diventata invalida, possa avere accesso alla prestazione.
“Buonasera, mi chiamo Renato e sono un vostro assiduo lettore.
Ho presentato domanda di ADI nel 2025 e me l’hanno bocciata. Io ho 39 anni. Vivo con mia moglie di 42 anni, casalinga. Io sono disoccupato. Nel mio nucleo familiare c’è mia madre di 78 anni che prende una pensione di reversibilità e assegno sociale da 900 euro totali al mese. Adesso però è stata riconosciuta invalida al 75%. Volevo capire se potevo chiedere l’ADI visto che so che alle famiglie con almeno un disabile dentro viene concesso.”
Assegno di Inclusione 2026, con un familiare invalido si può rientrare?
In effetti l’Assegno di Inclusione (ADI) riguarda esclusivamente le famiglie al cui interno sono presenti soggetti che rientrano in una delle seguenti casistiche:
- anziani over 60;
- minori di 18 anni;
- invalidi almeno al 67%;
- persone con carichi di cura per familiari disabili o per minori di 3 anni;
- soggetti presi in carico dai servizi sociali e assistenziali.
Ne consegue che, nel caso in cui un nucleo familiare sia composto esclusivamente da soggetti di età compresa tra i 18 e i 59 anni e senza le condizioni sopra elencate, l’ADI non spetta.
Naturalmente, anche in presenza di uno o più soggetti rientranti in queste categorie, non tutte le famiglie hanno automaticamente diritto all’Assegno di Inclusione. Occorre infatti rispettare precisi limiti ISEE (non superiori a 10.140 euro), limiti di reddito che variano in base alla composizione del nucleo (con una soglia base di 6.500 euro per il singolo) e altri requisiti specifici previsti dalla normativa.
ISEE, reddito e altri requisiti utili, i motivi della reiezione possono essere tanti
Il fatto che un nucleo familiare inizialmente escluso possa successivamente rientrare nella misura, a seguito del riconoscimento di un’invalidità a uno dei componenti, è teoricamente possibile. Tuttavia, è sempre necessario verificare anche le condizioni reddituali e l’ISEE, che nel caso specifico, a nostro avviso, continuerebbero a rappresentare un ostacolo all’accesso al sussidio anche nel 2026.
Va precisato che, nonostante la recente invalidità della madre, il motivo della reiezione della domanda nel 2025 non era l’assenza di un soggetto fragile nel nucleo. La madre, infatti, era già over 60 e quindi già potenzialmente idonea sotto questo profilo. Il problema era con tutta probabilità legato al mancato rispetto delle condizioni economiche richieste per l’accesso alla prestazione.
Parliamo, in particolare, delle soglie ISEE e reddituali. L’ADI è una misura riservata a famiglie che rientrano nelle categorie previste e che presentano una condizione economica compatibile con il sussidio.
Anche ipotizzando l’eventuale accoglimento della domanda, il nucleo familiare del lettore potrebbe comunque accedere a un importo massimo pari a 845 euro mensili, comprensivi dell’eventuale quota per l’abitazione principale in affitto.
Considerando che nel nucleo familiare è già presente una prestazione pensionistica INPS di 900 euro mensili, riteniamo improbabile che la famiglia possa rientrare nei parametri per l’Assegno di Inclusione.
Questa valutazione, tuttavia, si basa esclusivamente sui dati forniti dal lettore nella sua email. Per una verifica puntuale e definitiva, sarebbe necessario esaminare la documentazione completa. Per questo motivo, consigliamo di rivolgersi a un Patronato, che potrà effettuare un controllo accurato sull’eventuale possibilità di accesso alla misura.