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Oggi: 27 Lug, 2026

Omessa dichiarazione dei redditi: sequestro del conto corrente immediato

La lunga mano del Fisco, le procedure veloci e cosa rischia il contribuente sul conto corrente tra mancato pagamento e omessa dichiarazione.
27 Luglio 2026
controlli conto corrente
Foto © Pixabay

La stagione della dichiarazione dei redditi è ancora in corso e molti contribuenti sono alle prese con la presentazione del modello 730 o del modello Redditi Persone Fisiche.

Il termine per l’invio del modello 730 è fissato al 30 settembre, mentre quello del modello Redditi PF scade il 2 novembre.

C’è quindi ancora tempo per adempiere agli obblighi fiscali, ma è importante non attendere troppo. In caso di omessa dichiarazione dei redditi, infatti, le conseguenze possono essere particolarmente pesanti, fino ad arrivare al pignoramento delle somme presenti sul conto corrente, nell’ambito delle procedure di riscossione previste dalla normativa.

Sul tema è intervenuta anche la Corte di Cassazione, confermando la legittimità delle misure adottabili nei confronti di chi omette la dichiarazione dei redditi e il pagamento delle imposte dovute.

Omessa dichiarazione dei redditi: sequestro del conto corrente immediato

Il mancato pagamento delle imposte viene definito anche come risparmio di spesa, circostanza che può consentire all’Amministrazione finanziaria di avviare le procedure di recupero delle somme dovute, fino al pignoramento delle disponibilità presenti sul conto corrente del contribuente.

I controlli del Fisco possono essere effettuati fino a cinque anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Nel caso di omessa dichiarazione, invece, il termine si estende fino a sette anni, ampliando così il periodo entro il quale l’Amministrazione finanziaria può effettuare gli accertamenti.

In pratica, chi non presenta la dichiarazione dei redditi oppure omette il pagamento delle imposte può essere sottoposto ai controlli fiscali anche molti anni dopo.

L’Agenzia delle Entrate può quindi procedere agli accertamenti e, successivamente, avviare le procedure di riscossione previste dalla legge.

I controlli del Fisco e come si svolgono

I controlli dell’Amministrazione finanziaria comprendono anche l’analisi dei movimenti sui conti correnti, al fine di verificare la coerenza tra le somme movimentate e i redditi dichiarati.

Le verifiche non riguardano soltanto i casi di omessa dichiarazione o di mancato pagamento delle imposte.

Possono infatti interessare anche contribuenti che hanno regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi. Ciò  qualora emergano incongruenze tra quanto dichiarato e i dati finanziari acquisiti dal Fisco.

Si deve ricordare che il pignoramento del conto corrente rappresenta una fase successiva della procedura.

Prima l’Amministrazione finanziaria procede all’accertamento dei redditi non dichiarati e delle imposte dovute. Successivamente vengono emessi gli atti di riscossione, come le cartelle esattoriali o gli avvisi di accertamento.

Solo in caso di persistente inadempimento da parte del contribuente possono essere avviate le procedure esecutive.

Le novità in materia di pignoramento anche del conto corrente per le dichiarazioni dei redditi

Il 2026 ha introdotto alcune novità che puntano a rendere più rapide le procedure di riscossione.

Con la Legge di Bilancio 2026 si sono infatti previste misure che semplificano le attività dell’Amministrazione finanziaria nel recupero dei crediti tributari.

E’ necessario inoltre ricordare che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può procedere al pignoramento presso terzi. E senza la necessità di ottenere una preventiva autorizzazione del giudice, rendendo già di per sé più veloce l’avvio dell’esecuzione forzata.

Le nuove disposizioni rendono il procedimento ancora più rapido. Consentendo così al Fisco di utilizzare anche le informazioni disponibili attraverso il sistema della fatturazione elettronica. Ciò nell’ambito delle attività di riscossione previste dalla normativa.

In linea generale, trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, se il contribuente continua a non pagare quanto dovuto, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare le procedure di esecuzione forzata, compreso il pignoramento delle somme disponibili sul conto corrente.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.