Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 17 Lug, 2026

Elezioni anticipate e pensioni dei parlamentari: ecco cosa accade oggi o ad aprile 2027

Ecco come vanno in pensione i parlamentari, quando la maturano e perché se il governo va a casa prima molti di loro ci rimettono.
17 Luglio 2026
Ecco come vanno in pensione i parlamentari, quando la maturano e perché se il governo va a casa prima molti di loro ci rimettono.
© Licenza Creative Commons

Se la sconfitta al referendum sulla giustizia, conclusosi con la vittoria del No e con il governo uscito politicamente sconfitto, aveva rappresentato il primo vero stop per l’esecutivo Meloni, adesso la bocciatura parlamentare della proposta di introdurre le preferenze nella legge elettorale mette per la prima volta in discussione la tenuta della maggioranza.

A dire il vero, tutti i leader della coalizione di governo continuano a escludere l’ipotesi di elezioni anticipate e confermano la volontà di portare a termine la legislatura. Eppure, subito dopo il voto parlamentare, che per un solo voto ha visto il governo andare in minoranza, la premier Giorgia Meloni ha dichiarato che sarà necessario avviare alcune riflessioni.

Di fatto, anche alcuni parlamentari della maggioranza, approfittando del voto segreto, hanno votato contro la proposta insieme alle opposizioni, che hanno immediatamente festeggiato la sconfitta dell’esecutivo chiedendone le dimissioni.

Se però il governo dovesse cadere adesso, molti parlamentari rischierebbero di perdere un beneficio tutt’altro che secondario: la maturazione del diritto alla pensione parlamentare.

Il governo va sotto sulla legge elettorale, cosa accade adesso?

Prima di tutto è bene ricordare che un governo, e quindi anche la premier Meloni, può rassegnare le dimissioni. Sarà poi il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a decidere se accettarle.

La prassi costituzionale prevede infatti che il Capo dello Stato, dopo aver ricevuto le dimissioni del governo, apra le consuete consultazioni con le forze politiche per verificare se esistono le condizioni per la formazione di un nuovo esecutivo capace di portare a termine la legislatura.

Le ipotesi oggi sul tavolo sono sostanzialmente tre.

La prima è che il governo Meloni, nonostante la sconfitta parlamentare dovuta anche ai cosiddetti franchi tiratori, continui il proprio mandato fino alla naturale conclusione della legislatura, con le elezioni previste presumibilmente nel prossimo autunno.

La seconda è che la presidente del Consiglio presenti le dimissioni e che il Presidente della Repubblica affidi un nuovo incarico. Favorendo così la nascita di un diverso governo. Magari guidato da un altro premier e sostenuto da una differente maggioranza parlamentare, sempre con l’obiettivo di arrivare alla fine della legislatura.

La terza ipotesi è quella dello scioglimento anticipato delle Camere e del ritorno immediato alle urne.

Proprio quest’ultima appare, almeno allo stato attuale, la soluzione più difficile da realizzare. E il motivo è particolarmente interessante.

Elezioni anticipate e pensioni dei parlamentari: ecco cosa accade oggi o ad aprile 2027

I parlamentari maturano il diritto alla pensione parlamentare solo se la legislatura alla quale partecipano dura almeno 4 anni, 6 mesi e un giorno.

Questo termine, ad oggi, non è ancora stato raggiunto.

Se il governo dovesse cadere immediatamente e il Presidente della Repubblica decidesse di sciogliere le Camere, i parlamentari alla prima legislatura perderebbero il diritto alla pensione, non avendo ancora maturato il requisito temporale minimo.

È anche per questo motivo che, nella storia della Repubblica, molte legislature sono proseguite nonostante la caduta del governo originario. In diversi casi sono nate nuove maggioranze, governi tecnici o coalizioni trasversali formate da partiti che fino a poco prima sedevano su fronti opposti.

Accordi che ufficialmente sono presentati come necessari per garantire la stabilità del Paese. Ma che, secondo molti osservatori, consentono anche ai parlamentari di raggiungere il requisito minimo per la maturazione del trattamento pensionistico.

La storia parlamentare italiana offre numerosi esempi di situazioni di questo tipo.

Quando maturano la pensione i parlamentari dell’attuale legislatura?

Il governo è stato battuto alla Camera dei deputati sull’emendamento alla legge elettorale che prevedeva l’introduzione delle preferenze.

Le preferenze consentirebbero agli elettori di scegliere direttamente i candidati da eleggere in Parlamento. L’attuale sistema, invece, permette ai cittadini di votare la lista, mentre i candidati vengono eletti secondo l’ordine stabilito dai partiti.

Il voto contrario espresso dalle opposizioni e dai franchi tiratori della maggioranza dimostra, secondo molti, che una parte della politica preferisce mantenere l’attuale meccanismo, nel quale sono le forze politiche a determinare preventivamente gli eletti.

Anche questo elemento rende poco probabile, almeno nell’immediato, un ritorno anticipato alle urne.

La data chiave è infatti il 14 aprile 2027. Dal giorno successivo, i parlamentari alla loro prima esperienza avranno maturato il requisito minimo necessario per il diritto alla pensione.

Il trattamento previdenziale dei parlamentari segue le stesse regole di calcolo contributivo previste per gli altri cittadini. Cambia però l’età di accesso, che può variare tra i 60 e i 65 anni, in base al numero di legislature completate.

Per chi è alla prima esperienza parlamentare, un eventuale scioglimento anticipato delle Camere prima della data utile significherebbe perdere completamente il diritto alla pensione maturata.

Per chi, invece, ha già maturato il trattamento previdenziale grazie a precedenti legislature, il danno sarebbe comunque significativo. Considerando che il montante contributivo maturato in una legislatura è stimato in circa 200.000 euro, una sua perdita potrebbe tradursi in una riduzione della futura pensione di circa 700 euro mensili.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.