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Oggi: 08 Lug, 2026

Ecco tre curiosità sull’Assegno Unico Universale sui figli a carico

Ecco le cose che incidono sull'Assegno Unico e Universale sui figli a carico e quali sono le cose a cui prestare attenzione.
8 Luglio 2026
assegno unico e universale figli
Foto © Investireoggi

L’Assegno Unico e Universale è una delle misure di welfare più importanti per milioni di famiglie italiane. Dalla sua introduzione è diventato una fonte di sostegno economico mensile fondamentale per chi ha figli a carico.

Si tratta di una misura davvero universale, poiché spetta ai lavoratori dipendenti, agli autonomi, ai disoccupati e anche ai percettori di prestazioni assistenziali. L’Assegno Unico, infatti, non distingue tra le diverse categorie di beneficiari.

Esistono però alcuni aspetti della normativa che non tutti conoscono. In molti casi, infatti, le famiglie percepiscono un importo inferiore rispetto a quello che potrebbero ottenere semplicemente perché non sono a conoscenza di alcune regole o delle maggiorazioni previste.

Vediamo quali sono le principali.

Ecco tre curiosità sull’Assegno Unico Universale per i figli a carico

Per ottenere l’Assegno Unico è sufficiente presentare la domanda all’INPS. Non sono previsti particolari requisiti reddituali per il diritto alla prestazione, purché nel nucleo familiare siano presenti figli a carico. Per i figli maggiorenni, invece, il beneficio spetta soltanto nei casi previsti dalla normativa, ad esempio se hanno meno di 21 anni e frequentano un percorso di studio o formazione, svolgono un tirocinio, sono disoccupati o prestano il servizio civile universale.

Diverso è il discorso relativo all’importo dell’assegno, che dipende da diversi fattori, a partire dall’ISEE.

Per ciascun figlio minorenne, l’importo massimo è pari a 203,80 euro al mese per i nuclei familiari con un ISEE fino a 17.468,51 euro. All’aumentare dell’ISEE, l’importo si riduce progressivamente fino al minimo di 58,30 euro mensili, riconosciuto ai nuclei con ISEE superiore a 46.582,71 euro oppure a chi non presenta un ISEE in corso di validità.

Per i figli maggiorenni fino a 21 anni, gli importi sono inferiori: si va da 99,10 euro al mese per chi ha un ISEE fino a 17.468,51 euro fino a 29,10 euro mensili per chi supera 46.582,71 euro o non presenta l’ISEE.

ISEE da rifare: ecco quando l’ISEE corrente incide sull’Assegno Unico

Una delle opportunità meno conosciute riguarda l’ISEE corrente.

L’ISEE ordinario fotografa infatti la situazione economica riferita ai due anni precedenti, ma quando il nucleo familiare ha subito un peggioramento significativo della propria situazione reddituale o patrimoniale è possibile richiedere un ISEE corrente, che aggiorna i dati sulla base della situazione più recente.

Ad esempio, chi ha perso il lavoro, ha registrato una consistente riduzione del reddito oppure ha visto diminuire sensibilmente il proprio patrimonio può richiedere questo particolare indicatore.

Se l’ISEE corrente risulta più basso rispetto a quello ordinario, anche l’Assegno Unico può aumentare, consentendo alla famiglia di ottenere un importo mensile più elevato.

Le maggiorazioni da non lasciare perdere

Quando si presenta la domanda è fondamentale compilare correttamente tutti i dati richiesti, perché da alcune informazioni dipende il riconoscimento delle maggiorazioni previste dalla normativa.

Uno degli aspetti più importanti riguarda la presenza di un figlio con disabilità. È necessario indicare correttamente il livello della disabilità, distinguendo tra disabilità media, disabilità grave e non autosufficienza, poiché ciascuna situazione dà diritto a un incremento dell’assegno.

Le maggiorazioni possono arrivare fino a:

  • 99,10 euro al mese per i figli con disabilità media;
  • 110,60 euro al mese per i figli con disabilità grave;
  • 122,30 euro al mese per i figli non autosufficienti.

Per fare chiarezza, rientrano nella non autosufficienza i figli beneficiari dell’indennità di accompagnamento. La disabilità grave corrisponde invece al riconoscimento previsto dall’articolo 3, comma 3, della Legge 104, mentre la disabilità media è quella certificata ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della Legge 104.

Sbagliare sulle maggiorazioni è facilissimo

Le maggiorazioni dell’Assegno Unico non si limitano ai casi di disabilità. Esistono infatti diversi incrementi che possono essere facilmente persi se la domanda non viene compilata correttamente.

Ad esempio, è prevista una maggiorazione fino a 34,90 euro al mese quando entrambi i genitori percepiscono un reddito da lavoro.

È inoltre riconosciuto un incremento di 99,10 euro al mese per ciascun figlio successivo al secondo.

Infine, è prevista una maggiorazione di 23,30 euro al mese quando la madre ha meno di 21 anni.

Verificare attentamente tutti i dati inseriti nella domanda e aggiornare tempestivamente la propria posizione può quindi fare la differenza, consentendo di percepire l’importo dell’Assegno Unico effettivamente spettante.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.