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Oggi: 02 Lug, 2026

Saldi estivi 2026 al via, ma il prezzo pieno non esiste più

Al via in quasi tutta Italia i saldi estivi per il 2026 da sabato 4 luglio, anche se il prezzo pieno è qualcosa che non esiste più.
2 Luglio 2026
Saldi estivi 2026
Saldi estivi 2026 © Investireoggi.it

Saldi estivi al via per questo 2026 da sabato 4 luglio in tutta Italia, ad eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano. Un evento atteso da molte famiglie per cercare di risparmiare sugli acquisti a stagione in corso, seppure non come un tempo. Fino ai primi anni Duemila si registravano calche dinnanzi ai negozi nei primissimi giorni di ogni periodo dei saldi. Queste scene sono venute progressivamente meno fino quasi a sparire. Inizialmente, abbiamo travisato nel calo dell’interesse una crisi dei redditi certamente esistente, ma che spiegava solo in minima parte quanto stesse accadendo.

Saldi estivi 2026: previsioni di spesa

La verità è che anche per i saldi estivi del 2026 l’interesse degli italiani è grosso modo basso.

La spesa media per famiglia, secondo Confcommercio, sarà di 203 euro. Essa corrisponde a 92 euro pro-capite. Per capire che si tratti di un importo modesto, basti pensare che nel 2007 essa fosse intorno ai 340 euro. Da allora, un crollo nominale del 40% corrispondente a circa il 60% in termini reali. Il fatto è che sono cambiati i tempi e le abitudini di consumo.

Il fattore critico è stato l’e-commerce. Lo shopping online offre al consumatore una vastità di merci durante tutto l’anno e a prezzi molto spesso inferiori a quelli praticati dai negozi. Per reagire a questa rivoluzione i commercianti stessi hanno modificato le loro politiche di marketing. Anziché attendere la stagione dei saldi per offrire sconti, hanno smesso ormai da tempo di praticare il prezzo pieno in qualsiasi mese. Per aggirare i divieti normativi, basta che il cliente possegga una “fidelity card”, spesso rilasciata all’atto dello stesso pagamento.

Shopping online rivoluzione per commercio

Già il 36% degli italiani ha acquistato prodotti a prezzi scontati prima dei saldi estivi di questo 2026. La percentuale sale al 42% al Sud, mentre scende al 32% nel Nord. Ennesima conferma del fatto che l’appuntamento sia sempre più formale e persino percepito ogni anno di più fuori dal tempo. Le file all’ingresso non ci sono più, così come i commercianti non aspettano occasioni come queste per smaltire le scorte di magazzino. Sappiamo che la moda è il comparto più coinvolto da queste promozioni. Ebbene, la percentuale dei retailer fisici con anche negozi online sfiora in questo caso il 75-85% contro una media generale del 60-70%.

La contrapposizione tra negozi fisici e online non è quella che pensiamo. Gli stessi punti vendita sotto casa offrono ormai perlopiù anche servizi digitalizzati per consentire ai clienti di comprare senza muoversi da casa e per raggiungere coloro che vivono distanti. Il vero avversario da battere è diventato il colosso internazionale dalle condizioni imbattibili (prezzi, spedizione, reso, ecc.). Amazon è certamente il più temuto, ma non scherzano neppure i giganti cinesi come Temu, Shein e AliExpress. Questi ultimi si concentrano sulla vendita di articoli a bassissimo costo.

Centri storici deserti e solitudine

Ha ancora senso andare a quantificare la spesa degli italiani per i saldi estivi del 2026? Forse, ma non per decretarne il successo o meno.

La statistica serve ormai per capire l’evoluzione del mercato, se abbiamo toccato il fondo o se la contrazione stia proseguendo incessante. I consumatori beneficiano oggi di maggiori possibilità di acquisto a prezzi scontati durante tutto l’anno. Il costo di questa rivoluzione consiste nella desertificazione commerciale dei centri storici, rimpiazzati spesso dai centri commerciali, con tutto ciò che ne consegue in termini di decoro, vivibilità e solitudine di chi ci risiede. Per non parlare della perdita dei rapporti umani. Può sembrare un discorso retorico e, invece, rischia di trasformarsi in una piaga tra le nuove generazioni, che non hanno avuto la fortuna di vivere gli anni in cui fare shopping significava anche affidarsi ai consigli del negoziante di fiducia.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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