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Oggi: 01 Lug, 2026

Dal Superenalotto ai bond: la rendita nascosta di un jackpot da 187 milioni

Investire la vincita del jackpot da 187,5 milioni di euro con il Superenalotto può portare alla creazione di una grossa rendita annuale.
1 Luglio 2026

Il Superenalotto diventa sempre più ricco con un jackpot salito a 187,5 milioni di euro per chi centrerà il “6” all’estrazione di giovedì 2 luglio. Investire la vincita in maniera appropriata deve essere il primo passo per evitare di fare la fine di gran parte dei fortunati, che in Italia e nel mondo è dimostrato spesso sprechino l’opportunità della vita e tornino a vivere in condizioni di assoluta modestia dopo pochi anni.

Investire la vincita col Superenalotto

La vincita da investire con il Superenalotto si abbassa in partenza a causa dell’imposta del 20%. Nel caso specifico, la cifra netta scende domani a 150 milioni di euro. Non c’è di cosa lamentarsi, in ogni caso.

Cosa fare nel caso si siano indovinati i 6 numeri fortunati? Le opzioni sono tantissime e molte dipendono dalla propria condizione socio-economica di partenza. Di certo c’è che ci si può comprare una o più case di proprietà se non se ne possedesse una; che ci si potrebbe passare qualche capriccio senza rinunciare a mettere da parte una somma cospicua da far fruttare per una rendita periodica.

Immaginiamo di voler evitare ogni tipo di impiccio con attività imprenditoriali e di investire la vincita con il Superenalotto esclusivamente sui mercati finanziari. Un’opzione estrema sarebbe di acquistare solamente bond: reddito fisso e senza sorprese. Valida se i rendimenti offerti siano elevati e ci siano buone probabilità che nel prossimo futuro scendano. Poiché ci interesserebbe costruirci una rendita di lungo periodo, dovremmo comprare bond con scadenze lontane.

Bond a lunghissima scadenza

Sempre ragionando in maniera estrema, possiamo immaginare di acquistare un solo bond: il BTp 2072.

Sul mercato secondario lo troviamo a circa 59 centesimi. Questo significa che con i nostri 150 milioni compreremmo titoli per un controvalore nominale di 253 milioni. La cedola del 2,15% ci consentirebbe di incassare annualmente 4,76 milioni netti. Altri 300.000 euro sarebbe il costo annuo dell’imposta di bollo, che tendenzialmente salirà fino a più di 500.000 euro nel caso il titolo si portasse fino alla pari. Il nostro bilancio resterebbe di gran lunga positivo.

Una rendita netta annua di almeno 4,4 milioni ci consentirebbe di vivere da pascià e allo stesso tempo di reinvestire gran parte di essa. Dove? Anche in questo caso, le ipotesi si sprecano. Si potrebbe optare per l’acquisto di ulteriori bond o per il mercato azionario, immobiliare, ecc. Pensate che nel giro di un decennio, se comprassimo soltanto azioni ad un ritmo di 4 milioni di euro all’anno, avremmo un portafoglio sui 40 milioni. Anche solo ipotizzando un loro incremento medio annuo in linea con l’andamento dell’FTSE MIB nell’ultimo ventennio, il suo valore salirebbe a circa 43 milioni lordi e a cui aggiungere i dividendi annui lordi, che in media si aggirano intorno al 3-3,5% in Italia.

Aggiungere rendimento con le azioni

Il mercato azionario, però, a differenza di quello obbligazionario non offre alcuna certezza. I rendimenti passati possono fungere da appiglio per capire quelli futuri, ma nei fatti non tracciano alcuna rotta.

Un indice borsistico può restare stabile o in calo anche per decenni prima di esplodere in pochi mesi. Vedasi a tale riguardo il caso del Giappone e, in misura minore, dell’Italia. Sulla base dell’andamento storico, tuttavia, possiamo affermare che i titoli azionari nel lungo periodo rendano parecchio: l’8,9% (in dollari) all’anno negli Stati Uniti. Una dinamica di questo tipo porterebbe il valore del nostro portafoglio dopo soli 10 anni a 60 milioni.

Se reinvestissimo la rendita sul mercato obbligazionario, il rendimento dipenderebbe dalle condizioni offerte. Nel caso in cui i prezzi dei bond salissero, spenderemmo di più e guadagneremmo di meno. Viceversa, nel caso contrario. Ci possono essere alternative agli asset finanziari. Investire in oro il 5% della vincita del Superenalotto ci permetterebbe oggi di acquistarne per 66 kg. Tanti lingotti da tenere a casa; più semplice e sicuro esporsi tramite ETF o azioni legate al mining. In ogni caso, parliamo di un asset rivalutatosi (in euro) di oltre 7,5 volte in 20 anni. Anche in questo caso, non è detto che l’andamento futuro sarà altrettanto soddisfacente.

Investire vincita al Superenalotto con occhio all’inflazione

Chiaramente, più alta la componente obbligazionaria e maggiore l’impatto che può avere l’inflazione sul valore reale del capitale. Con i numeri di cui sopra, abbiamo ipotizzato un rendimento netto annuo del 3% o poco meno. Più che sufficiente con un’inflazione italiana inferiore a tale percentuale, non se questa accelera. Ecco perché una componente di rischio andrebbe presa in considerazione senza per questo mettere a repentaglio la fortuna. Reinvestire almeno parte della cospicua rendita in asset ad alto rendimento (teorico) può essere il modo di tutelare l’intero capitale dallo scenario avverso della reflazione. E nel lungo periodo nulla va dato per scontato.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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