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Ecco quando un pensionato ha diritto all’Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)

Si possono prendere l'Assegno di Inclusione e una qualsiasi pensione contemporaneamente, ma solo a determinate condizioni.
2 Luglio 2026
Assegno di Inclusione pensioni
Foto © Licenza Creative Commons

Può un pensionato prendere anche l’Assegno di Inclusione? La risposta è certamente affermativa. Tuttavia, è necessario comprendere bene le regole. L’Assegno di Inclusione è una misura introdotta dal governo Meloni tra i primi provvedimenti adottati con l’avvio della legislatura. Le critiche che il centrodestra ha da sempre rivolto al Reddito di Cittadinanza hanno portato alla sua abolizione e alla contestuale introduzione di questa nuova misura. L’Assegno di Inclusione resta, al pari del Reddito di Cittadinanza, un autentico sussidio contro la povertà. Ciò che è cambiato in modo sostanziale è la platea dei beneficiari, che con il Reddito di Cittadinanza era decisamente più ampia.

Infatti, la categoria dei potenziali aventi diritto si è notevolmente ristretta. Per quanto riguarda i pensionati, però, non è cambiato molto. La vecchia Pensione di Cittadinanza, oggi confluita nell’Assegno di Inclusione, può continuare a essere percepita. Ma in quali casi?

Ecco quando un pensionato ha diritto all’Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)

L’Assegno di Inclusione può essere riconosciuto soltanto se all’interno del nucleo familiare è presente almeno un soggetto appartenente a una delle categorie previste dalla normativa vigente, ovvero:

  • minori di 18 anni;
  • persone con almeno 60 anni di età;
  • soggetti con carichi di cura familiari;
  • persone con un’invalidità pari o superiore al 67%;
  • soggetti presi in carico dai servizi sanitari, sociali o assistenziali.

Il nucleo familiare beneficiario riceve il sussidio attraverso la Carta ADI, proprio come avveniva in passato con la Carta RDC. L’importo viene però calcolato tenendo conto esclusivamente dei componenti del nucleo che rientrano nelle categorie previste dalla normativa. Con il Reddito di Cittadinanza, invece, nel calcolo venivano considerati tutti i componenti della famiglia, compresi quelli di età compresa tra i 18 e i 59 anni che non presentavano particolari condizioni di fragilità e che erano quindi considerati occupabili.

Gli importi, le regole e i calcoli: ecco cosa cambia per gli over 67

L’importo dell’Assegno di Inclusione viene determinato in base al valore dell’ISEE, al reddito familiare e alle scale di equivalenza, esattamente come avveniva con il Reddito di Cittadinanza. Per i pensionati, però, gli importi sono differenti. Il beneficio continua a essere composto da una quota destinata all’integrazione del reddito familiare e da un’ulteriore quota riservata al contributo per l’affitto.

Per la generalità dei beneficiari, la quota destinata all’integrazione del reddito può arrivare fino a 541 euro al mese per un singolo, con importi che aumentano in base alla composizione del nucleo familiare. A questa si aggiunge un contributo per l’affitto fino a 303 euro mensili. Per i pensionati, invece, le cifre cambiano: l’integrazione al reddito può arrivare a circa 682 euro al mese, mentre il contributo per l’affitto può raggiungere circa 162 euro mensili.

Infatti, se il limite ISEE resta fissato a 10.140 euro per tutti, nei nuclei familiari composti esclusivamente da persone con almeno 67 anni il limite del reddito familiare passa da 6.500 euro a 8.190 euro. Dividendo quest’ultimo importo per dodici si ottiene infatti una soglia mensile di 682,50 euro, che rappresenta il valore massimo dell’integrazione al reddito spettante al singolo pensionato.

Per gli altri nuclei, invece, dividendo 6.500 euro per dodici si ottiene un importo di circa 541,66 euro, che corrisponde alla soglia massima di integrazione mensile.

Nel caso di un pensionato che vive in affitto e possiede un contratto regolarmente registrato, il beneficio può essere incrementato anche della quota destinata al contributo per il canone di locazione.

Pensioni e Assegno di Inclusione insieme, ecco quando e in che misura

In teoria, tutti coloro che percepiscono una pensione inferiore a 682,50 euro al mese, non hanno altri redditi e rispettano tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa, possono accedere all’Assegno di Inclusione. In questo caso, il beneficio consiste in una ricarica mensile pari alla differenza tra 682,50 euro e l’importo della pensione percepita.

Se, inoltre, il beneficiario vive in un immobile in affitto con contratto regolarmente registrato, può ricevere anche un’ulteriore integrazione fino a circa 162,50 euro al mese a titolo di contributo per il canone di locazione. Questa possibilità riguarda non soltanto chi percepisce una pensione ordinaria, ma anche chi beneficia dell’Assegno Sociale, purché siano rispettati tutti i requisiti previsti dalla disciplina dell’Assegno di Inclusione.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.