La campagna esistenza in vita riguarda i pensionati che ricevono una prestazione INPS fuori dall’Italia. Si tratta di un controllo periodico necessario per confermare che il titolare della pensione sia ancora in vita e abbia quindi diritto a continuare a ricevere le somme. L’adempimento non ha natura fiscale in senso stretto, ma incide direttamente sul pagamento della pensione: il mancato invio della documentazione richiesta può portare prima a una modalità di pagamento diversa e poi alla sospensione delle rate. Per il 2026 è in atto la prima fase.
Campagna esistenza in vita: chi è coinvolto e perché conta
La verifica riguarda i pensionati INPS residenti all’estero inseriti nella prima fase dei controlli 2026.
L’attività è partita il 20 marzo 2026 e interessa, tra gli altri, i residenti in America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi ed Europa orientale.
Lo scopo è evitare pagamenti non dovuti. Quando una pensione viene accreditata all’estero, l’INPS deve poter controllare che il beneficiario sia effettivamente in vita. Questo tipo di verifica rientra nei normali poteri di controllo della pubblica amministrazione. In materia di dichiarazioni e certificazioni, un riferimento generale è il D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, che disciplina la documentazione amministrativa; in particolare, l’articolo 71 prevede controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rese.
La campagna esistenza in vita serve, quindi, a proteggere sia l’ente previdenziale sia il corretto uso delle risorse pubbliche. Da non confondere con la campagna ResEst 2026.
Date da ricordare e conseguenze del mancato invio
Per la prima fase 2026, le attestazioni devono essere restituite entro il 18 luglio 2026. La data è importante perché il mancato rispetto del termine può avere effetti immediati sul pagamento.
In caso di mancata restituzione del modulo, la pensione di agosto 2026 non viene pagata con le modalità ordinarie, ma resa disponibile in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. Il pensionato deve riscuotere personalmente la rata entro il 19 agosto 2026. Se ciò non avviene e, nello stesso periodo, non viene trasmessa l’attestazione richiesta, il pagamento viene sospeso dalla mensilità di settembre 2026.
Questa procedura non cancella automaticamente il diritto alla pensione, ma blocca l’erogazione fino alla regolarizzazione della posizione. Per tale ragione, la tempestività è essenziale.
Documenti richiesti e modalità di trasmissione
Gli interessati hanno ricevuto una comunicazione inviata tramite Citibank, soggetto incaricato del servizio di pagamento all’estero. Alla lettera è allegato il modulo da compilare, disponibile in italiano e, in base al Paese di residenza, anche in altre lingue.
Nel plico sono indicate la scadenza, le istruzioni operative, i recapiti del servizio di assistenza e la documentazione da unire alla richiesta. Di norma è necessaria una copia di un documento di identità valido con fotografia.
Il modulo deve essere firmato anche da un soggetto abilitato a confermare l’identità e la sottoscrizione del pensionato. Possono svolgere questa funzione, ad esempio, rappresentanti diplomatici o consolari italiani oppure autorità locali competenti, come gli uffici comunali abilitati nel Paese di residenza.
L’invio può avvenire per posta cartacea all’indirizzo indicato nella comunicazione ricevuta.
La campagna esistenza in vita prevede anche canali di supporto dedicati per gestire casi particolari e difficoltà operative.
Chi può essere escluso dalla verifica ordinaria
Non tutti i pensionati residenti all’estero sono chiamati a inviare l’attestazione. Alcuni soggetti possono essere esclusi grazie allo scambio di dati tra l’INPS e determinati enti previdenziali stranieri.
L’esclusione può riguardare, ad esempio, chi percepisce anche una pensione da enti esteri di Paesi con cui sono attivi flussi informativi utili alla conferma dello stato in vita. Tra gli enti indicati rientrano organismi previdenziali di Francia, Belgio, Australia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Polonia, secondo le condizioni previste per ciascun caso.
Sono inoltre previste esclusioni per chi ha già riscosso personalmente una rata presso Western Union in tempi recenti, oppure per posizioni già sospese o caratterizzate da riaccrediti ripetuti di rate non andate a buon fine.
Ogni situazione va valutata in base alla comunicazione ricevuta e alla posizione previdenziale individuale.
Campagna esistenza in vita: procedure alternative per casi fragili
La campagna esistenza in vita tiene conto anche delle persone che non possono seguire il percorso ordinario. Sono previste procedure alternative per pensionati con gravi problemi fisici o mentali, persone ricoverate in strutture sanitarie o assistenziali, soggetti impossibilitati a muoversi, incapaci o detenuti.
In questi casi può essere richiesto un modulo speciale di certificazione, disponibile anche in formato PDF tramite il servizio di supporto Citibank. La documentazione alternativa permette di rispettare l’obbligo senza imporre spostamenti non compatibili con le condizioni della persona interessata.
Resta centrale il principio della corretta identificazione del beneficiario. La verifica non deve trasformarsi in un ostacolo ingiustificato, ma deve garantire che la pensione continui a essere pagata solo quando il diritto permane.
Il trattamento dei dati personali connesso alla procedura deve rispettare il Regolamento UE 2016/679, noto come GDPR, e il D. Lgs. 196/2003, come modificato dal D. Lgs. 101/2018. Si tratta di dati delicati, spesso collegati a residenza, identità e condizioni personali, che devono essere gestiti con finalità precise e misure adeguate di sicurezza.
Riassumendo
- La campagna esistenza in vita riguarda i pensionati INPS all’estero.
- La verifica serve a confermare il diritto al pagamento della pensione.
- Le attestazioni della prima fase devono essere inviate entro il 18 luglio 2026.
- Senza risposta, la rata di agosto passa tramite Western Union.
- La mancata riscossione può causare sospensione da settembre 2026.
- Sono previste esclusioni e procedure alternative per casi fragili.