Il primo appuntamento con l’IMU 2026 cade il 16 giugno. Entro questa data deve essere versata la rata iniziale dell’imposta municipale propria. Il secondo passaggio, quello del saldo, è fissato invece al 16 dicembre. Si tratta di due scadenze centrali per proprietari di fabbricati, aree edificabili e altri immobili soggetti al tributo comunale.
L’imposta riguarda chi possiede un immobile oppure chi ha su di esso un diritto reale di godimento, come usufrutto, enfiteusi, uso o superficie. Il gettito spetta al Comune nel cui territorio è situato il bene. Il pagamento, quindi, non segue il luogo di residenza del contribuente, ma quello in cui si trova l’immobile.
Il calcolo dipende da due elementi: quota di possesso e periodo di possesso nell’anno. Un immobile posseduto al 50%, ad esempio, comporta un’imposta proporzionata a tale percentuale. Per i mesi, la regola prevede che venga conteggiato per intero quello in cui il possesso si è protratto per più della metà dei giorni.
Il ruolo dei Comuni e le regole sulle aliquote IMU
La disciplina IMU è contenuta nei commi da 738 a 783 della Legge n. 160/2019, cioè la Legge di bilancio 2020. La normativa stabilisce aliquote standard, ma lascia ai Comuni un margine di intervento. Attraverso una specifica delibera, l’ente locale può aumentare o ridurre il prelievo, restando però entro i limiti fissati dalla legge.
Per l’acconto IMU di giugno 2026, la regola da applicare è precisa: il conteggio deve essere effettuato usando le aliquote IMU deliberate per il 2025. Questo consente di pagare la prima rata (pari al 50% dell’importo complessivo calcolato) anche quando il Comune non ha ancora definito le scelte valide per il nuovo anno d’imposta.
La situazione cambia con il saldo di dicembre. In quel momento occorre verificare se il Comune ha approvato le aliquote IMU per il 2026 e se il relativo prospetto, completo degli estremi della delibera, risulta pubblicato sul sito del MEF entro il 28 ottobre 2026. Solo in presenza di questa pubblicazione entro il termine indicato le nuove percentuali possono incidere sul tributo dovuto per il 2026.
Il 28 ottobre come data decisiva per il saldo
Il 28 ottobre 2026 rappresenta il punto di svolta per il calcolo finale. Se il prospetto comunale viene pubblicato sul portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) entro quella data, il saldo di dicembre deve tenere conto delle aliquote IMU approvate per il 2026.
In caso contrario, il meccanismo non consente di continuare automaticamente con le percentuali utilizzate per l’acconto. Quando il termine non viene rispettato, oppure quando il Comune non approva nuove misure per il 2026, il saldo deve essere determinato sulla base delle aliquote base previste dalla disciplina IMU.
Questo passaggio richiede attenzione perché può modificare il risultato finale. L’importo pagato a giugno non sempre coincide con metà dell’imposta annua definitiva. La rata di dicembre serve proprio a chiudere il conteggio, considerando le regole effettivamente applicabili all’intero periodo d’imposta.
La pubblicazione entro il 28 ottobre ha, quindi, valore sostanziale.
Una delibera comunale non resa disponibile nei tempi previsti non può incidere sul calcolo dell’anno in corso, anche se adottata dall’ente locale.
Pagamento unico e controllo finale sulle aliquote IMU
La normativa consente anche il versamento dell’IMU 2026 in un’unica soluzione entro il 16 giugno. In tale ipotesi si può chiudere subito il pagamento annuale, usando le aliquote IMU eventualmente già pubblicate dal Comune per il 2026.
Questa scelta, però, non elimina ogni verifica successiva. Se dopo il 16 giugno l’ente modifica le proprie decisioni e il prospetto aggiornato viene pubblicato sul sito del MEF entro il 28 ottobre 2026, l’importo versato in anticipo deve essere confrontato con quello realmente dovuto.
Quando dalle nuove aliquote IMU deriva un’imposta più alta, il contribuente è tenuto a integrare la differenza in occasione del saldo di dicembre. Se invece il ricalcolo produce un importo inferiore rispetto a quanto già pagato, nasce un credito. In questo caso è possibile chiedere il rimborso al Comune in cui sono situati gli immobili da cui scaturisce l’eccedenza.
Il versamento in unica soluzione resta, dunque, una possibilità ammessa, ma non garantisce l’assenza di conguagli. La corretta gestione delle aliquote IMU richiede sempre il controllo della pubblicazione comunale entro il termine del 28 ottobre.
Riassumendo
- Le aliquote IMU determinano acconto e saldo dell’imposta 2026.
- L’acconto IMU 2026 scade il 16 giugno.
- Il saldo deve essere versato entro il 16 dicembre.
- L’imposta riguarda proprietari e titolari di diritti reali.
- Per giugno si usano le aliquote comunali 2025.
- Il 28 ottobre decide quali aliquote valgono per il saldo.
