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Oggi: 15 Feb, 2026

Fermo Amministrativo auto 2026: importo minimo del debito, revoca, sospensione e adempimenti

Ecco come funziona effettivamente il fermo amministrativo, i limiti di importo del debito e tutte le altre cose da chiarire.
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fermo amministrativo
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Uno dei provvedimenti più comunemente applicati dai concessionari alla riscossione per imporre al contribuente indebitato, il pagamento dei suoi debiti è senza ombra di dubbio il fermo amministrativo. Naturalmente le iniziative che l’agente della riscossione può introdurre per obbligare di fatto il contribuente al pagamento sono diverse. Ci sarebbe anche il pignoramento di stipendio, pensione o conto corrente. E ci sarebbe anche l’ipoteca. Ma il fermo è un qualcosa con cui tanti contribuenti hanno a che fare. E alla luce delle pesanti conseguenze che scatterebbero nel momento in cui il contribuente viene colto in flagranza a circolare con il veicolo sottoposto a fermo, si tratta di un provvedimento che va chiarito da diversi punti di vista.

Partendo dall’importo minimo del debito da cui scatta il fermo, fino alle soluzioni che lo levano, tra sospensione e revoca. Ecco una guida al Fermo Amministrativo 2026.

Fermo Amministrativo auto 2026: importo minimo del debito, revoca, sospensione e adempimenti

Arriva la lettera da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione che preannuncia l’applicazione del fermo amministrativo sul proprio veicolo. Nella lettera il concessionario offre 30 giorni di tempo al contribuente per pagare, altrimenti dalla minaccia di fermo si passa alla sua applicazione. Circolare con un veicolo assoggettato a Fermo Amministrativo è pericoloso. Fermati ad un posto di blocco, per esempio, oggi le forze di polizia hanno tutti gli strumenti tecnologici che, partendo dalla targa del veicolo, possono scovare questa anomalia.

Ed ecco arrivare le multe, che sono piuttosto salate e che spesso superano i 1.000 euro. In buona sostanza, chi ha un debito da cui scaturisce una cartella esattoriale, che non riesce a pagare, corre il rischio, circolando con l’auto assoggettata a fermo, di maturare un altro debito.

Perché pure la multa delle forze dell’ordine se non pagata, diventerà in seguito cartella ed eventualmente su questa multa non pagata, riscatterà in futuro un nuovo Fermo Amministrativo. Evitare quindi di finire come il gazzo che si morde la coda. Viste le problematiche del Fermo Amministrativo, molti si chiedono innanzitutto se c’è un tetto minimo di debito a partire dal quale un concessionario alla riscossione può applicare il Fermo Amministrativo.

E ormai parliamo di più concessionari visto che spesso, soprattutto gli enti locali, usano concessionari alla riscossione diversi dall’Agenzia delle Entrate Riscossione. Perché oggi i provvedimenti di fermo possono partire da diversi agenti.

Le cartelle, i debiti ed il Fermo Amministrativo, ecco le procedure

Un concessionario alla riscossione non è altro che il “braccio armato” che usa il Fisco italiano per far pagare un contribuente indebitato. Una volta finiti nei meandri di una cartella esattoriale, salvo nei casi di vizi o errori nella cartella, al concessionario il contribuente non può chiedere nulla.

In pratica, se la cartella nasce da un debito che il contribuente non crede di dover pagare, dovrà ricorrere contro l’ente da cui il debito parte, non certo contro il concessionario che non è altro che il soggetto autorizzato all’incasso coattivo.

Ecco perché provvedimenti come il Fermo Amministrativo sono molto diffusi. Questi autentici “picchiatori” del Fisco italiano possono a prescindere dall’importo del debito, imporre il fermo delle auto di un debitore.

Senza come e quando, e ripetiamo, senza alcun limite di importo minimo del debito. Se qualcuno pensa che a fronte di una cartella di poche centinaia di euro il fermo non possa scattare, sbaglia di grosso. Magari pensa a regole vecchie, perché quando il concessionario era Equitalia, esistevano dei limiti. Ma da quando Equitalia è cessata e il principale concessionario alla riscossione è diventato l’Agenzia delle Entrate Riscossione, sono stati levati tutti i freni. Senza limiti dicevamo, ed ecco perché il Fermo Amministrativo viene utilizzato di più rispetto alle ipoteche per esempio. Perché sulle ipoteche c’è il limite di 20.000 euro di debito minimo da cui partire per farle scattare.

Come comportarsi di fronte al provvedimento applicato

Ricapitolando, prima arriva la cartella esattoriale con la relativa notifica. Se entro 60 o 120 giorni il contribuente non paga ancora, ecco arrivare la notifica di preavviso di Fermo Amministrativo. Altri 30 giorni offerti per saldare le pendenze. Se decorrono anche questi 30 giorni, il Fermo Amministrativo viene applicato e parte la segnalazione nel Pubblico Registro Automobilistico.

Come detto, con il veicolo sottoposto a fermo non si può circolare. La soluzione per la revoca del fermo è il pagamento del debito. Anche le rateizzazioni del debito aiutano. Ma non per revocare del tutto il fermo quanto piuttosto per sospenderlo. Infatti, chi finisce con un Fermo Amministrativo applicato, può chiedere la dilazione del debito sia ad Agenzia delle Entrate Riscossione che ad altro concessionario.

Il pagamento della prima rata sospende automaticamente il fermo (in genere però possono passare dalle 48 ore ai 5 giorni lavorativi). Con la sospensione il veicolo può circolare. Non ci sono rischi di nuove multe da parte delle forze dell’ordine. Ma il veicolo ha sempre una macchia che non permette al proprietario di venderlo, alienarlo e rottamarlo. Solo al pagamento dell’ultima rata il fermo viene definitivamente revocato e il veicolo torna libero dalle ganasce fiscali.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.