All’asta di questo giovedì 29 gennaio per l’emissione dei titoli di stato a medio-lungo termine, il Tesoro collocherà sul mercato la terza tranche del CcTeu 15 aprile 2035 (ISIN: IT0005680753) per l’importo tra 1,5 e 2 miliardi di euro. Le prenotazioni saranno possibili fino a mercoledì 28, mentre all’asta supplementare di venerdì 30 gli Specialisti potranno sottoscrivere fino ad altri 300 milioni. Questo è un bond particolare, in quanto stacca ogni sei mesi una cedola indicizzata all’Euribor a 6 mesi. Chi lo acquista, nei fatti scommette sull’andamento dei tassi di mercato.
CcTeu 2035, cedola di aprile
Siamo abituati a parlare di bond indicizzati quando ci riferiamo a quelli con cedole legate all’inflazione. E’ il caso dei BTp Italia e dei BTp-i, rispettivamente rivalutati per l’inflazione italiana e dell’Eurozona.
Molto meno frequente è tra le famiglie il ricorso a titoli come il CcTeu 2035. La prossima cedola sarà in pagamento il 15 aprile e al tasso di 1,468%: 14,68 euro lordi per ogni lotto minimo di 1.000 euro nominali, pari a 12,85 euro netti.
Nello specifico, il CcTeu 2035 offre una cedola annuale pari all’Euribor a 6 mesi più uno spread dello 0,80%. Il tasso di riferimento è quello vigente due giorni lavorativi antecedenti l’inizio di ogni semestre cedolare. A quel punto, basta sommarlo allo spread per ottenere la cedola annualizzata. Per trasformarla in semestrale, bisogna rapportarla ai giorni effettivi del semestre suddivisi per 360.
Quotazione sopra la pari
Il CcTeu 2035 si acquista oggi a prezzi sopra la pari. Sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana la quotazione è di 101,53. Il rendimento alla scadenza risulta essere dello 0,63%, al netto del tasso Euribor a 6 mesi.
Il BTp 2035 con cedola fissa offre, invece, circa il 3,30%. Troviamo una differenza prossima al 2,70%. Essa capta l’Euribor a 6 mesi atteso dagli investitori per la media dei prossimi nove anni. Attualmente, questo tasso di mercato a breve termine è del 2,16%.
Segnali sui tassi di mercato
Il segnale che il mercato obbligazionario ci invia, è il seguente: i tassi di interesse nei prossimi anni saliranno, pur non di molto. La stima sarebbe per un rialzo medio di mezzo punto percentuale rispetto ad oggi. Può accadere, ovviamente, di tutto. I tassi potranno anche impennarsi nei prossimi anni per poi azzerarsi negli anni successivi. Da considerare che la Banca Centrale Europea (BCE) li fissa in base all’andamento dell’inflazione nell’Eurozona. E stando ai titoli ad essa indicizzata, è attesa anch’essa sostanzialmente stabile e persino sotto il target del 2% nel medio-lungo periodo.
CcTeu 2025: attese su cedola di ottobre
Chi acquistasse all’asta o sul mercato secondario il CcTeu 2035, quale cedola dovrebbe aspettarsi per ottobre? Nel grafico sottostante, riportiamo l’andamento dell’Euribor a 6 mesi nell’ultimo semestre:

La tendenza è stata, ultimamente, di poco rialzista. Rispetto al tasso del 13 ottobre scorso, giorno di riferimento per l’indicizzazione della cedola in pagamento ad aprile, registriamo un aumento nell’ordine di appena lo 0,05%.
Il mercato è da mesi in attesa di capire se la BCE terrà i tassi invariati a lungo, se li taglierà ancora una volta o se li alzerà già da quest’anno. Sul fronte macroeconomico sembrano prevalere spunti a favore della prudenza: l’inflazione nell’area è scesa al target del 2%, l’economia cresce lentamente e c’è molta confusione geopolitica.
Non possiamo avere certezza di quale sia l’andamento dei tassi di mercato nei prossimi mesi. Per il momento non sussistono indicazioni che ci portano a scontare tassi in forte rialzo o ribasso entro metà aprile (quando sarà rideterminata la cedola semestrale) rispetto ad oggi. A queste condizioni, dovremmo scontare una cedola lorda in ottobre per il CcTeu 2035 in area 1,50%. Ma da qui alla primavera di tempo ne passa e con queste fibrillazioni non resta che attendere pazientemente.
giuseppe.timpone@investireoggi.it