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Oggi: 20 Feb, 2026

Vecchie sanatorie saltate? Quando la rottamazione quinquies riapre la porta

La rottamazione quinquies offre una nuova possibilità, ma solo a chi rientra in regole precise che selezionano davvero i debiti ammessi
4 settimane fa
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rottamazione quinquies regole
Foto © Investireoggi

La rottamazione quinquies (definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026) riapre una strada importante per chi ha debiti affidati all’Agente della riscossione, ma solo dentro confini ben precisi. Non si tratta di un “condono per tutto”: la misura riguarda alcune tipologie di carichi e, soprattutto, alcuni periodi di affidamento. Inoltre, una parte molto interessante riguarda chi arriva da precedenti rottamazioni andate male, perché decadute per pagamenti saltati o tardivi.

Quali carichi rientrano nella rottamazione quinquies

La rottamazione quinquies copre i carichi affidati all’Agente della riscossione in un arco temporale ampio: dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Il punto decisivo, però, non è solo la data: conta anche da cosa nasce il debito.

In particolare, l’accesso è collegato a situazioni di omesso versamento che riguardano tre grandi famiglie:

  • imposte emerse dai controlli sulle dichiarazioni: si parla dei controlli “automatici” e “formali” dell’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni annuali. In pratica, rientrano i debiti che derivano da verifiche su dati dichiarati, calcoli, versamenti e incongruenze rilevate con questi controlli.
  • contributi previdenziali INPS, ma con una precisazione fondamentale: sono inclusi i contributi dovuti e non versati, esclusi quelli richiesti dopo un accertamento. Quindi il perimetro non abbraccia tutto l’INPS, ma solo una parte ben identificata.
  • sanzioni per violazioni del Codice della strada, ma non tutte: la rottamazione quinquies riguarda quelle irrogate dalle amministrazioni dello Stato (Prefetture), non le multe comunali.

Questo elenco fa capire una cosa: la rottamazione quinquies non nasce per “svuotare” qualsiasi cartella, ma per intervenire su specifiche tipologie di debito considerate più ricorrenti e standardizzate.

Il perimetro dei debiti: cosa conta davvero (periodo e origine)

Quando si valuta l’ingresso nella rottamazione quinquies per evitare errori, l’attenzione deve restare su due domande semplici:

  • il carico è stato affidato tra 2000 e 2023?
  • il carico deriva da omesso versamento nelle categorie ammesse?

Se entrambe le risposte sono positive, la quinta edizione della sanatoria cartelle può diventare un’opzione concreta.

Se manca anche solo uno di questi requisiti, la misura non è applicabile. Si ricorda la domanda di adesione alla rottamazione quinquies scade il 30 aprile 2026 (salvo proroghe)

Chi può essere ammesso anche se arriva da vecchie rottamazioni

Uno dei passaggi più rilevanti della rottamazione quinquies riguarda la possibilità di includere anche carichi che erano già finiti dentro precedenti definizioni agevolate, ma che hanno perso efficacia perché i pagamenti non sono stati rispettati. In concreto, se i debiti sono delle stesse categorie ammesse, possono rientrare nella rottamazione quinquies anche quando risultavano già:

  • nelle prime tre rottamazioni oppure nel saldo e stralcio, ma con decadenza dovuta a pagamenti mancati o effettuati oltre le scadenze previste;
  • nella rottamazione-quater o nella riammissione alla rottamazione-quater, quando alla data del 30 settembre 2025 i benefici risultavano persi perché non tutte le rate scadute erano state pagate regolarmente.

Questo significa che la rottamazione quinquies può diventare una sorta di “seconda possibilità”, ma senza automatismi: resta sempre necessario che i carichi siano quelli previsti e che ricadano nel periodo indicato.

Restando nell’ambito dei carichi già indicati nelle domande di adesione alla rottamazione quater o alla riammissione alla rottamazione-quater, la norma prevede l’esclusione di quelli che, seppur rientranti nelle sopra citate fattispecie, sono ricompresi in piani di pagamento per i quali, alla data del 30 settembre 2025, risultano regolarmente versate tutte le rate scadute.

Rottamazione quinquies: la regola d’oro per capire se si rientra

La regola più utile è questa: la rottamazione quinquies guarda prima alla natura del carico e poi alla storia del contribuente. Se il debito è compatibile (imposte da controlli sulle dichiarazioni, contributi INPS non da accertamento, multe prefettizie) e se l’affidamento rientra tra 2000 e 2023, allora la rottamazione quinquies può includere anche situazioni “già viste” nelle vecchie edizioni, purché ci sia stata decadenza per rate non rispettate nei casi indicati.

In altre parole, la rottamazione quinquies non premia il tipo di percorso fatto in passato, ma offre un nuovo perimetro entro cui rientrare. Ed è proprio questo il punto: capire se il carico è tra quelli ammessi è il primo passo per valutare davvero la rottamazione quinquies.

Riassumendo

  • La rottamazione quinquies riguarda carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2023.
  • Sono ammessi debiti da controlli automatici e formali sulle dichiarazioni fiscali.
  • Rientrano contributi INPS non versati, esclusi quelli derivanti da accertamenti.
  • Incluse sanzioni stradali irrogate dalle Prefetture, non le multe comunali.
  • Ammessi carichi decaduti da precedenti rottamazioni per mancato rispetto delle rate.
  • La rottamazione quinquies valuta il tipo di debito, non il percorso seguito in passato.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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