La legge di bilancio 2026, in versione definitiva (legge n. 199 del 30 dicembre 2025), e spedita in Gazzetta Ufficiale, contiene una conferma importante che riguarda il regime forfettario applicabile alle partite IVA. Si tratta di una conferma normativa che interessa molti lavoratori autonomi, in particolare coloro che affiancano l’attività professionale a un lavoro dipendente.
Il regime agevolato, già molto diffuso negli ultimi anni, continua a rappresentare uno strumento centrale nel sistema fiscale italiano, grazie alle sue regole semplificate e a una tassazione ridotta.
Cos’è il regime forfettario e a chi è riservato
Il regime forfettario è un sistema fiscale agevolato destinato alle partite IVA che rispettano precisi requisiti stabiliti dalla legge n.
190 del 2014 e dalle successive modifiche normative. L’accesso è consentito solo in presenza di determinate condizioni e a patto che non si verifichino specifiche cause di esclusione previste dalla normativa.
L’obiettivo di questo regime è quello di semplificare gli adempimenti fiscali e ridurre il carico tributario per i lavoratori autonomi e i piccoli professionisti, favorendo l’avvio e la gestione dell’attività economica.
Le principali semplificazioni fiscali previste
Operare nel regime forfettario comporta numerosi vantaggi sotto il profilo amministrativo e fiscale. Le fatture emesse non prevedono l’applicazione dell’IVA e non sono soggette alla ritenuta d’acconto.
Inoltre, non è richiesto presentare la dichiarazione IVA né effettuare le liquidazioni periodiche. Tra le semplificazioni rientra anche l’esclusione dall’obbligo di presentare la dichiarazione IRAP e dall’applicazione degli ISA, gli indici sintetici di affidabilità fiscale. Restano, comunque, obbligatori alcuni adempimenti fondamentali, come l’emissione delle fatture o dei corrispettivi e la presentazione della dichiarazione dei redditi.
Come funziona la tassazione nel forfettario
Dal punto di vista delle imposte, chi aderisce al regime forfettario non è soggetto all’IRPEF, alle addizionali regionali e comunali e all’IRAP. Al loro posto viene applicata un’imposta sostitutiva con aliquota ordinaria pari al 15%.
Per le nuove attività, se vengono rispettati specifici requisiti previsti dalla legge, l’aliquota può essere ulteriormente ridotta al 5% per i primi cinque anni di esercizio. Questo aspetto rende il regime particolarmente interessante per chi avvia una nuova attività autonoma.
Il rapporto tra regime forfettario e lavoro dipendente
Uno dei temi più rilevanti riguarda la compatibilità tra il regime forfettario e il reddito da lavoro dipendente. Tra le cause di esclusione previste dalla normativa (comma 57 Legge n. 190/2014) rientra, infatti, il superamento di una determinata soglia di reddito percepito come lavoratore dipendente nell’anno precedente.
In base alla regola generale, non può accedere al regime agevolato chi ha percepito un reddito da lavoro dipendente superiore a 30.000 euro nell’anno precedente. Questo limite ha rappresentato per anni un vincolo importante per molti contribuenti.
L’innalzamento temporaneo della soglia
Il legislatore è intervenuto in via eccezionale con riferimento al solo regime forfettario applicabile nel 2025, aumentando la soglia di reddito da lavoro dipendente da 30.000 a 35.000 euro. In questo modo, è stato possibile accedere, nell’anno d’imposta 2025, al regime anche per chi, nell’anno precedente (ossia nel 2024), aveva superato il limite ordinario dei 30.000 euro ma senza oltrepassare i 35.000 euro.
Questa modifica ha ampliato la platea dei potenziali beneficiari, consentendo una maggiore flessibilità nella gestione delle attività professionali.
Regime forfettario e la conferma nella legge di bilancio 2026
La legge di bilancio 2026, in versione definitiva, interviene nuovamente sulla materia, confermando l’innalzamento della soglia anche per il periodo d’imposta 2026. La norma stabilisce che potranno applicare il regime forfettario nell’anno d’imposta 2026 coloro che non hanno superato i 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente nell’anno 2025.
La conferma di questo limite rappresenta un elemento di continuità normativa e offre maggiore certezza a chi intende pianificare la propria attività autonoma mantenendo, allo stesso tempo, un rapporto di lavoro dipendente.
La scelta di confermare, almeno per il 2026, la soglia più elevata rafforza l’attrattività del regime forfettario e ne consolida il ruolo all’interno del sistema fiscale italiano. La combinazione di tassazione agevolata, minori adempimenti e maggiore compatibilità con il lavoro dipendente continua a rendere questo regime una delle opzioni più vantaggiose per le partite IVA di dimensioni contenute.
Riassumendo
- La legge di bilancio 2026 conferma novità rilevanti per il regime forfettario delle partite IVA.
- Il regime forfettario offre tassazione agevolata e forti semplificazioni fiscali e amministrative.
- Nel forfettario non si applicano IVA, IRPEF, IRAP e ritenute d’acconto.
- L’imposta sostitutiva è al 15%, ridotta al 5% nei primi cinque anni.
- Esiste un limite di reddito da lavoro dipendente per accedere al regime.
- Per il 2026 resta valido il tetto di 35.000 euro di reddito dipendente.