Il minimo vitale da preservare per una vita dignitosa vale anche per il pensionato. Il pignoramento della pensione ha delle regole ben specifiche. Ci sono da valutare il pignoramento del quinto, oppure di 1/7, e poi, la soglia di impignorabilità e tanto altro. Anche sulle pensioni i pignoramenti sono una cosa che molti contribuenti devono tenere in considerazione quando maturano dei debiti. Vale per debiti con privati, oppure per debiti con Enti pubblici o con l’Agenzia delle Entrate Riscossione per le cartelle esattoriali. Ma vale anche per debiti contratti con lo stesso Ente che paga la pensione, cioè con l’INPS.
Ed in questo caso va detto che l’INPS ha il potere di pignorare tutta la pensione senza limiti. Almeno così sembra da segnalazioni di alcuni nostri lettori che si sono trovati con la spiacevole sorpresa di non trovare nessun versamento da parte dell’INPS.
“Buonasera, non capisco cosa sta accadendo alla pensione di mia madre. Già qualche anno fa l’INPS ha versato pensioni tagliate di oltre la metà (da 900 euro a poco più di 400 euro) per delle somme erogate e non spettanti. Ma adesso è l’assurdo. Mia madre si è recata alle Poste per ritirare la pensione e non c’è nessun versamento. Tempo fa era arrivata una comunicazione a mia madre che segnalava che era in debito di 1.300 euro. Soldi che l’INPS voleva essere restituiti. Ma non esistevano limiti al pignoramento? Pensavo che li trattenessero poco per volta e invece ecco la dura realtà. Secondo voi è giusto?”
Sulle pensioni l’INPS ha il potere di pignorare tutto, ecco come e perché
In effetti casi come quelli del lettore del quesito sopra riportato non sono rari.
Eppure, sui pignoramenti delle pensioni effettivamente dei limiti anche l’INPS dovrebbe averli. In linea di massima l’INPS può pignorare un quinto della pensione ma solo sulla parte eccedente il doppio dell’assegno sociale e mai sotto i 1.000 euro. Una recente sentenza della Consulta ha però sottolineato come, fermo restando il trattamento minimo delle pensioni (più o meno 620 euro), la parte eccedente può essere considerata come quella su cui far partire il prelievo del 20% della pensione (1/5, ndr) nei casi di somme indebite erogate o per omesse dichiarazioni.
Nelle giustificazioni della pronuncia degli ermellini della Corte costituzionale esce fuori che il pensionato è già tutelato dalle norme visto che il pignoramento scatta se si acclara il suo dolo, ovvero il fatto che ha omesso o non dichiarato cose che incidono sul trattamento pensionistico spingendo l’INPS ad erogare un trattamento maggiore di quello spettante effettivamente. Con la sentenza numero 216 la Consulta prende quindi le distanze da quanto prevede il Codice di Procedura Civile al suo articolo numero 545 comma 7.
Limiti, dolo e tutte le altre sfaccettature dell’istituto del pignoramento
Sui pignoramenti delle pensioni però va registrata una recente circolare con cui proprio l’Istituto Previdenziale specifica diversi aspetti di queste vicende. La circolare INPS pubblicata il 30 settembre 2025 è la numero 130 anche se fa riferimento soprattutto a prestazioni di natura assistenziale e ammortizzatori sociali (Naspi, sussidi, CIG, ndr), riguarda anche le pensioni.
Viene sottolineato che a tutti gli effetti vige l’impignorabilità assoluta di prestazioni come le maternità e le malattie, ma se il debito vige nei confronti dell’INPS, allora la regola del quinto vale anche in questi casi. I limiti esistono, ma siamo sempre di fronte alla solita questione del dolo. Nel senso che se per l’INPS il contribuente ha avuto delle condotte che sono riconducibili al dolo, nel senso che ha fatto azioni che hanno portato all’indebita percezione di somme aggiuntive sulla pensione, spesso l’INPS arriva a recuperare tutto pignorando l’intero trattamento.
RED ma non solo, ecco cosa fa il pensionato per scatenare l’INPS al recupero delle somme in più erogate
Per esempio, è il caso di arretrati di prestazioni come la reversibilità o i ratei maturati e non riscossi che finiscono spesso con il diventare ostaggio dell’Istituto di fronte a debiti del diretto interessato.
Molti utenti ci segnalano casi di intere pensioni non versate dall’INPS nonostante tutti i limiti prima descritti. Soprattutto di fronte ad omesse dichiarazioni reddituali, mancato invio del modello RED o dichiarazioni mendaci, ecco che l’INPS pare adotti spesso la mano pesante per tornare in possesso di ciò che ha dato al pensionato ma indebitamente.