Con l’inizio del 2026, il sistema delle pensioni entra in una fase di aggiornamento che mira a tutelare il potere d’acquisto degli assegni mensili. Le recenti decisioni assunte dalle istituzioni competenti hanno, infatti, fissato i criteri di adeguamento degli importi, tenendo conto dell’andamento dei prezzi e delle esigenze di equilibrio dei conti pubblici. Al centro di questo processo si colloca il meccanismo della perequazione, lo strumento che consente di adeguare le prestazioni previdenziali al costo della vita.
Aumento pensioni 2026: il decreto del MEF
Il quadro per il 2026 è stato definito con un provvedimento adottato nel novembre 2025 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con gli altri dicasteri coinvolti.
Tale decreto ha stabilito i parametri da applicare per il biennio 2025-2026, offrendo una cornice chiara entro cui l’INPS ha potuto procedere alle operazioni di aggiornamento degli importi. L’Istituto nazionale di previdenza sociale ha, quindi, completato il rinnovo non solo delle pensioni, ma anche delle prestazioni assistenziali e di quelle che accompagnano il passaggio dal lavoro alla quiescenza, in vista del 2026.
L’adeguamento pensioni 2025
Per quanto riguarda l’anno 2025, la variazione riconosciuta ai fini della perequazione è pari allo 0,8%, con decorrenza dal 1° gennaio. Questo valore era già stato applicato in modo provvisorio e, poiché è stato confermato in via definitiva, non sono previsti ricalcoli o aggiustamenti successivi. In termini pratici, ciò significa che nel corso del 2025 non vi saranno conguagli a favore o a carico dei pensionati, garantendo stabilità degli importi già percepiti.
Con riferimento al livello del trattamento minimo, che rappresenta una soglia di tutela fondamentale nel sistema delle pensioni.
Per lavoratori dipendenti e autonomi, l’importo mensile minimo 2025 è stato di 603,40 euro. Questo valore costituisce un punto di riferimento non solo per gli assegni più bassi, ma anche per la determinazione di diversi benefici collegati al reddito.
La rivalutazione pensioni 2026
Lo sguardo si sposta poi al 2026, anno per il quale è stato previsto un adeguamento di carattere provvisorio più consistente. A partire dal 1° gennaio, gli assegni pensionistici beneficeranno di un incremento dell’1,4%, pensato per compensare l’inflazione registrata nel corso del 2025. Si tratta di un aumento temporaneo, che potrà essere oggetto di verifica e di eventuale conguaglio nell’anno successivo, una volta consolidati i dati definitivi sull’andamento dei prezzi.
Le indicazioni operative sono state chiarite da una circolare dell’INPS sulle pensioni 2026 diffusa il 19 dicembre 2025. Il documento non solo conferma la percentuale di rivalutazione, ma definisce anche i valori provvisori del trattamento minimo per il 2026. Questo importo aggiornato assume un ruolo centrale, poiché viene utilizzato come base per stabilire i limiti reddituali necessari al riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito nello stesso anno.
La rivalutazione dell’1,4% non viene applicata in modo uniforme a tutti gli assegni. Le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo beneficiano dell’aumento pieno, mentre per gli importi superiori l’incremento è riconosciuto in misura ridotta, secondo un meccanismo progressivo già noto nel sistema previdenziale.
Grazie a questo adeguamento, le pensioni minime raggiungono una nuova soglia di riferimento pari a 611,85 euro al mese, che corrispondono a circa 7.954 euro su base annua.
Il calendario pagamenti
Oltre agli importi, resta confermata anche l’organizzazione dei pagamenti. Per il solo mese di gennaio 2026, il calendario tiene conto dei giorni bancabili e prevede un lieve slittamento.
Le somme saranno disponibili dal 3 gennaio per chi si affida agli uffici postali, mentre chi riceve l’accredito tramite banca dovrà attendere il 5 gennaio. Dal mese successivo, il calendario tornerà a seguire la consueta programmazione. Trovi qui il calendario completo dei pagamenti pensione anno 2026.
Riassumendo l’aumento pensioni 2026
- Avviato l’aggiornamento delle pensioni per adeguarle all’aumento del costo della vita.
- Confermata per il 2025 una rivalutazione dello 0,8% senza conguagli successivi.
- Trattamento minimo invariato nel 2025 a 603,40 euro mensili.
- Dal 2026 previsto aumento provvisorio dell’1,4% contro l’inflazione.
- Pensioni minime nel 2026 salgono a 611,85 euro al mese.
- Pagamenti di gennaio 2026 differenziati tra Poste Italiane e banche.