Sto per arrivare a 67 anni di età nel 2026 e finalmente potrò dire di essere andato in pensione. Quante persone si trovano davanti a questa condizione che nasconde anche una specie di sospiro di sollievo. Perché dal 2027 aumenteranno i requisiti per le pensioni, a partire dall’età pensionabile. E allora ecco che chi rientra come età, nella pensione di vecchiaia 2026 può considerarsi fortunato. Perché nella migliore delle ipotesi l’aumento dei requisiti dal 2027 farà perdere un mese di pensione ai lavoratori. E dal 2028 i mesi persi diventano addirittura 3. Ecco, quindi, che c’è chi effettivamente può considerarsi un fortunato a rientrare ancora nella normativa attuale.
Ma ci sono dei contribuenti, e parliamo di lavoratrici, che nel 2026 potrebbero andare in pensione a 67 anni ma sfruttando una norma che di fatto gli concede la pensione fin dal 2024. Parliamo di decorrenza anticipata della pensione che per chi compie 67 anni significa andare in pensione e prendere diversi mesi di arretrati di pensione.
In pensione nel 2026 ma è come se ci sei andato nel 2024, ecco come funziona la decorrenza anticipata
Esiste una norma che consente a chi deve andare in pensione di spostare indietro nel tempo la decorrenza del trattamento. Questa soluzione però è alternativa ad un calcolo più favorevole della prestazione. Il meccanismo di cui parliamo vale anche nel 2026 ed è riferito alle lavoratrici che nella loro vita sono diventate mamme. Infatti, la pensione di vecchiaia per chi non ha versamenti antecedenti il 1996 e quindi rientra nel sistema contributivo, può arrivare in anticipo di 4 mesi per ogni figlio che hanno avuto. Un figlio vale un anticipo di 4 mesi sull’età pensionabile.
Due figli invece valgono 8 mesi e chi ha avuto almeno 4 figli può godere di un taglio che arriva addirittura a 16 mesi. Chi, per esempio, riesce a prendere una pensione di 1.000 euro al mese con questa formula può godere di circa 16.000 euro di arretrati. E non è poca cosa questa. Sono le regole del sistema contributivo a generare questa situazione. L’età pensionabile per la pensione di vecchiaia delle nuove iscritte è sempre a 67 anni. Ma come detto c’è chi può sfruttare subito l’anticipo, uscendo a 65 anni e 8 mesi di età se ha avuto 4 o più figli. Oppure a 66 anni di età con tre figli, a 66 anni e 4 mesi con due figli e a 66 anni e 8 mesi con un solo figlio. Chi resta comunque a lavorare fino a 67 anni, nel momento che presenta la domanda di pensione può chiedere gli arretrati per i mesi che gli spettano come decorrenza del trattamento.
Le alternative alla decorrenza anticipata delle prestazioni
Attenzione però. Come detto, niente è gratis, e nemmeno per le pensioni. Infatti, chi opta per questa via, cioè per la decorrenza anticipata, riceve una pensione calcolata come se l’uscita fosse a 65 anni e non a 67 anni. Uscendo nel 2026 significa di fatto come se la pensione fosse stata presa fin dal 2024. E come tutti sanno, con le regole del calcolo contributivo delle pensioni, più giovani si esce peggio valgono i coefficienti di trasformazione del montante in pensione.
E di conseguenza il trattamento è meno favorevole.
Oltretutto, c’è una alternativa alla decorrenza anticipata che finirebbe per consentire un calcolo ancora migliore della prestazione. Le donne che rientrano nel sistema contributivo e che pertanto sono considerate nuove iscritte possono sfruttare i figli avuti per dei coefficienti di trasformazione ancora migliori. Per esempio, uscendo a 67 anni se una lavoratrice ha avuto due figli, può usare il coefficiente dei 68 anni. Cioè potrebbe sfruttare una regola di calcolo ancora migliore. E con più di due figli il coefficiente sarebbe quello dei 69 anni, quindi ancora migliore. Evidente quindi che la lavoratrice che fa 67 anni di età nel 2026 e quindi che si avvicina alla pensione di vecchiaia ordinaria anche se in regime contributivo, si trova davanti a tutti i bivi prima descritti. Deve scegliere quindi quale è la via migliore per le sue esigenze.