Il bonus mamme si conferma una delle principali misure di sostegno al lavoro femminile introdotte nel 2025. I numeri diffusi dall’INPS fotografano un intervento di ampia portata, capace di raggiungere centinaia di migliaia di lavoratrici madri in pochi mesi e di immettere risorse economiche rilevanti nelle famiglie con figli.
Il bonus mamme nasce come intervento strutturale previsto dal decreto-legge n. 95 del 30 giugno 2025, successivamente convertito in legge ad agosto dello stesso anno. Le indicazioni operative sono state fornite dall’INPS con una specifica circolare pubblicata a fine ottobre. Il meccanismo è semplice: un contributo di 40 euro al mese riconosciuto per l’intero anno, da gennaio a dicembre, a favore delle lavoratrici che rispettano determinati requisiti.
Le beneficiarie del bonus mamme
La platea delle beneficiarie varia in base al numero dei figli e alla loro età. Nel caso di madri con due figli, il sostegno può essere richiesto fino al momento in cui il secondo figlio compie dieci anni. Per le famiglie più numerose, con almeno tre figli, il contributo resta valido fino alla maggiore età del più giovane. Tuttavia, per questa seconda categoria è previsto un limite importante: restano escluse le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato.
Questa distinzione non è casuale. Le madri con tre o più figli che hanno un rapporto di lavoro stabile possono già contare su un’altra agevolazione, introdotta con la legge di bilancio 2024, che prevede uno sconto sui contributi previdenziali IVS. Il bonus mamme rimane quindi pensato soprattutto per chi ha contratti a termine, rapporti di lavoro discontinui o svolge un’attività autonoma.
Dal punto di vista soggettivo, l’accesso alla misura è piuttosto ampio.
Possono beneficiarne le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, con l’unica esclusione del lavoro domestico. Rientrano anche le lavoratrici autonome iscritte alle casse professionali e quelle che versano i contributi nella Gestione Separata dell’INPS. A questo si aggiunge un requisito economico preciso: il reddito annuo da lavoro non deve superare i 40.000 euro.
La soglia reddituale serve a concentrare il sostegno sulle situazioni che necessitano maggiormente di un aiuto aggiuntivo, evitando che il contributo si sovrapponga ad altri benefici già previsti per redditi più elevati. In questo modo, il bonus mamme assume una funzione redistributiva, rafforzando il potere d’acquisto delle famiglie di lavoratrici con redditi medio-bassi.
Due date per le domande
Per quanto riguarda le tempistiche, la presentazione delle domande bonus mamme ha subito un leggero slittamento rispetto al calendario iniziale. La scadenza fissata in origine al 7 dicembre è stata rinviata perché coincideva con una domenica e con la successiva festività dell’Immacolata. Il termine utile per chi possedeva già i requisiti è stato, quindi, spostato al 9 dicembre 2025.
La possibilità di accedere al contributo non si è però esaurita con quella data. È stata prevista una finestra aggiuntiva per le lavoratrici che maturano i requisiti successivamente, ma entro il 31 dicembre 2025. In questi casi, la domanda può essere presentata entro il 31 gennaio 2026. Una scelta che amplia ulteriormente la platea e consente di intercettare situazioni familiari che cambiano nel corso dell’anno.
Le domande accolte e i tempi di pagamento del bonus mamme
Il pagamento avviene in un’unica soluzione. L’INPS ha disposto la maggior parte degli accrediti nel mese di dicembre, mentre per chi non ha ricevuto l’importo entro la fine dell’anno, l’erogazione è prevista nei mesi successivi. In particolare, le domande presentate entro gennaio 2026 daranno luogo a pagamenti entro febbraio dello stesso anno.
Secondo quanto comunicato dall’Istituto, alla data del 19 dicembre 2025 risultano già effettuati oltre 580 mila accrediti, per un valore complessivo che supera i 240 milioni di euro. Si tratta di una risposta rapida a fronte di circa 675 mila richieste pervenute, un dato che dimostra l’elevato interesse verso questa forma di integrazione al reddito. L’obiettivo dichiarato della misura è quello di sostenere le madri occupate che si trovano a conciliare lavoro e responsabilità familiari, soprattutto in presenza di due o più figli.
Il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha sottolineato come questa prestazione si inserisca in una strategia più ampia di sostegno alle famiglie e al lavoro delle donne. La digitalizzazione completa della procedura ha permesso di velocizzare le verifiche, ridurre i tempi di lavorazione e offrire risposte rapide. Il bonus mamme diventa così un esempio concreto di come l’innovazione amministrativa possa tradursi in interventi efficaci e tempestivi, capaci di incidere realmente sulla vita quotidiana delle lavoratrici e delle loro famiglie.
Riassumendo
- Il bonus mamme sostiene le lavoratrici madri con due o più figli nel 2025.
- Il contributo è pari a 40 euro mensili riconosciuti per l’intero anno.
- Requisiti diversi in base a numero dei figli, età e tipo di contratto.
- Possono accedere dipendenti e autonome con reddito annuo fino a 40.000 euro.
- Domande entro dicembre 2025 o gennaio 2026, pagamenti completati entro febbraio.
- Oltre 580 mila pagamenti già effettuati, per un totale superiore a 240 milioni di euro.