Un maxi emendamento, con correttivi alla manovra di Bilancio e con modifiche in materia pensionistica che purtroppo, non sono favorevoli ai lavoratori. Le pensioni anticipate si allontanano nel tempo, anche se non cambiano i requisiti di accesso. Un inasprimento celato con il solito meccanismo della finestra mobile, questo mette in atto il governo Meloni adesso. Cambiamenti non nell’immediato ma proiettati nel tempo. Però sempre aumenti sono. Ecco cosa cambierà presto per le pensioni, anche se come vedremo, probabilmente si tratta di interventi che potrebbero non essere definitivi. Innanzitutto perché l’emendamento alla fine è stato ritirato e probabilmente di queste novità se ne riparlerà con un decreto a parte rispetto alla legge finanziaria classica. E poi perché le novità non sono nell’immediato ma guardano avanti nel tempo.
Pensioni anticipate più lontane: con la riforma 4, 5 e 6 mesi di aumento dei requisiti, ecco le novità
Il testo della legge di Bilancio non viene modificato rispetto a quello fuoriuscito a ottobre nella bozza almeno sulle pensioni. Ma sempre sulle pensioni le novità in arrivo oltre al confermato aumento di tre mesi dell’età di pensionamento dal 2027, inserito in manovra, potrebbero arrivare con un decreto a parte. Il governo potrebbe intervenire sulle pensioni anticipate, allungando la finestra di decorrenza dei trattamenti. Si tratta della pensione anticipata ordinaria, quella che per gli uomini si centra con 42 anni e 10 mesi di contributi e per le donne con 41 anni e 10 mesi di contributi. E si tratta della finestra di decorrenza della pensione, cioè al mese in cui la pensione viene per la prima volta pagata al richiedente.
Oggi tale finestra di attesa è di 3 mesi. Ma adesso si cambia e la finestra si allunga anche se non nella legge di Bilancio 2026.
Preoccuparsi ok, ma nel 2026 le cose potrebbero cambiare
Se già l’aumento dell’età pensionabile guarda al 2027, questo inasprimento della finestra guarda ancora oltre, cioè al 2032. In effetti è dal 2032 che il governo pare stia decidendo di inasprire questa finestra di decorrenza dei trattamenti. Pare, perché come abbiamo spiegato giorni fa, la manovra 2026 è una manovra misera di dotazioni, fatta dal governo probabilmente con l’obiettivo unico di mettere a posto i conti. Con la manovra del 2027, anno in cui tra l’altro scade la legislatura, probabilmente ci saranno sorprese e novità più favorevoli. Che magari riguarderanno anche le pensioni. Lo dimostrano le recenti esternazioni del Sottosegretario Claudio Durigon che ha promesso di bloccare i 3 mesi di aumento del 2027 (a dire il vero sono un mese nel 2027 e due mesi nel 2028, ma non cambia la sostanza) dell’età pensionabile. Visto che c’è da apparecchiare una campagna elettorale tutta nuova, non è azzardato ipotizzare che si vareranno provvedimenti spot, tra cui anche una ipotetica e più flessibile riforma delle pensioni.
Ecco gli inasprimenti in arrivo, le pensioni anticipate si allontanano
Resta il fatto che a partire dal 2032 la finestra mobile per le pensioni anticipate passa da 3 a 4 mesi. Ma c’è dell’altro.
Perché si va ancora oltre e dal 2033 la finestra passa a 5 mesi e dal 20234 a 6 mesi. In pratica, se oggi dopo aver maturato i requisiti il contribuente deve aspettare 3 mesi per il primo rateo e magari passare la finestra lavorando ulteriormente, presto ci vorrà ancora più tempo. Non si cambiano i requisiti per le pensioni anticipate, ma è come se si cambiassero visto che si allunga il tempo di attesa per considerarsi per davvero pensionato.