|Fisco e Tasse
27 gennaio 2012, ore 17:34  |  Aziende e Società Controlli fiscali

Ikea risparmia sulle tasse: c’è il trucco, non l’evasione

La storia degli scontrini non fiscali di Ikea, tra bufale e verità, senza cadere nelle banalizzazioni sull'evasione fiscale

Se avete un account Facebook o Twitter, probabilmente avrete ricevuto un link, che mette in allerta su una spaventosa truffa fiscale messa in atto da alcuni grandi gruppi come Ikea e Auchan. Al centro del link si vede uno scontrino di Ikea e si dimostra che è uno scontrino non fiscale: si può dire dunque che queste multinazionali evadano le tasse in Italia?

 

In realtà non è un discorso così semplice. Si tratta peraltro di una storia vecchia (su internet troverete riferimenti in merito risalenti a qualche anno fa) e che ogni tanto riemerge e fa notizia per qualche giorno (poi some spesso accade in Italia finisce nel dimenticatoio soppiantata da qualche altra intollerabile ingiustizia, da un fatto di cronaca cruento o dal gossip dell’ultima ora). Ed era prevedibile che la notizia riemergesse in questo periodo di maggiore sensibilizzazione nella lotta contro l’evasione fiscale e di aumento del gettito fiscale.

Lungi da me difendere il colosso svedese (che, come vedremo più avanti, di svedese ha ben poco se non i colori dell’insegna e i biscotti allo zenzero) ma sta di fatto che è difficile pensare che queste multinazionali agiscano contra legem in maniera così spudorata e davanti agli occhi di tutti no? Evidentemente una legge che le legittimi in questa procedura c’è: ora occorre analizzare se veramente questa normativa preveda che queste aziende siano esenti dal pagamento delle tasse.

 

IKEA STRUTTURA SOCIETARIA: UN ROMPICAPO RAGIONATO

Cerchiamo prima di tutto di fare una veloce panoramica sulla struttura societaria di Ikea (avete presenti le matrioske? Ok quelle sono russe ma rendono bene l’idea). Cerchiamo allora di ricostruire i pezzi (proprio come se avessimo davanti un mobile a pezzi appena comprato da Ikea). Nella posizione di controllo di tutto il gruppo c’è una coppia che nel 1982 ha creato in Olanda un’associazione No Profit chiamata Stichting Ingka Foundation. Lui, Ingvar Kamprad , è uno degli uomini più ricchi del mondo. Inter Ikea Holding è venuta in seguito ed è stata fondata nelle Antille Olandesi. Inter Ikea System Bv, controllata da Inter Ikea Holding, è la titolare del “concetto Ikea”, per il quale gli vengono riconosciute ogni anno royalties, che corrispondono come minimo al 3% del fatturato, dalle più di 250 sedi Ikea nel mondo.

Ma veniamo all’Italia, che in questa sede è quello che ci interessa. Quando acquistate un qualsiasi prodotto in un negozio Ikea sullo scontrino potete leggere che è stato emesso da Ikea Italia Retail. Questa società è italianissima: ha sede a Carugate, in provincia di Milano, e paga le tasse in Italia. Retail fa capo alla Ikea Italia Holding, holding italiana con socio unico, la holding olandese appunto. In Italia altre tre società sono registrate con il marchio Ikea: Ikea Italia Distribution, Ikea Italia Property e Ikea Trading Services Italy.

Poiché Ikea non è quotata in borsa è sottoposta a scarsi obblighi di trasparenza se non i fatturati dei Retail, ovvero dei negozi dislocati.

Quello che Retail, Property e Distribution possono fare è scambiarsi i dati: questo, relativamente alle voci di bilancio, permette di spostare le voci in positivo fuori dall’Italia riducendo gli oneri fiscali nel nostro Paese.

Prendiamo poi nello specifico Ikea Property, che si occupa della realizzazione dei mobili che poi vengono venduti nei Retail. Property ha un capitale sociale pari  5 milioni di euro e un bilancio in rosso (con debiti verso le società controllanti che ammontano a circa 400 milioni). Di conseguenza, l’interesse pagato alle stesse controllanti supera i 18 milioni di euro. L’interesse però abbatte l’imponibile nel nostro Paese. E’ quello che si chiama “sandwich olandese” con migrazione di capitali fuori dall’Italia.

C’è poi la Ikea Trading Services, che però ha sede a Trezzano del Naviglio (Mi), che gestisce le relazioni tra la multinazionale e i suoi fornitori italiani. Il 99% delle quote è controllato da Ingka Pro Holding (Olanda) e il restante 1% da Ingka Holding Europe (Olanda).

 

LA LEGGE INCRIMINATA CHE PERMETTE A QUESTE MULTINAZIONALI DI “EVADERE”

La Legge 311/2004 articolo 1 comma 429  prevede che le multinazionali con sede legale nei cosiddetti paradisi fiscali facciano riferimento a quel regime fiscale anche se operano in Italia.

Questa norma però non esonera dalla trasmissione telematica degli incassi giornalieri (formalità che sostituisce di fatto l’obbligo dello scontrino fiscale). Restano peraltro inalterati gli adempimenti previsti dal titolo II del dPR n. 633 del 1972 e quindi quello di registrazione, liquidazione e versamento periodico ed annuale dell’imposta, oltre che quello di tenuta delle scritture contabili (ex articolo 39 del medesimo dPR n. 633 del 1972). L’AF può accertare in qualsiasi momento che gli importi inviati per via telematica corrispondano effettivamente a quelli battuti (i sigilli dei registratori di cassa non possono essere violati). 

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11 Commenti

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  • # 1
    la stessa cosa la fà l'omino col maglioncino con Fiat Industrial che ha sede a Lugano da dove fattura in tutto il mondo
  • # 2
    Non è esatto. La norma cui si fa riferimento, La Legge 311/2004 articolo 1 comma 42,9 prevede semplicemente la facoltà per le imprese della grande distribuzione di inviare telematicamente i corrispettivi e non c'entra niente con i paradisi fiscali. Riporto di seguito la norma: L.311/2004 Art. 1 comma 429. (Trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri) - Le imprese che operano nel settore della grande distribuzione possono trasmettere telematicamente all'Agenzia delle entrate, distintamente per ciascun punto vendita, l'ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni :roll: :roll:
  • # 3
    gli scontrini NON FISCALI li fanno pure gli hard discount, da D+ a Eurospin ...
  • # 4
    salve salcatal, grazie per l'intervento. Faccio presente però che il comma che lei stesso ha citato parla espressamente di imprese che operano nella grande distribuzione e con più punti vendita. Ora è chiaro (mea culpa non averlo specificato) che il testo della legge non si riferisca espressamente alle imprese con sedi nei paradisi fiscali (il che equivarrebbe del resto ad incoraggiare una sorta di evasione fiscale legalizzata) ma, converrà con me, che di fatto questa è la situazione più comune (vedi il caso di Ikea nello specifico). Aggiungo, in merito all'argomento centrale dell'articolo, che il comma 431 della norma citata prevede che "La trasmissione telematica di cui al comma 429 sostituisce l'obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi".
  • # 5
    Non ho capito in che modo evaderebbero le tasse se tutto è documentato?
  • # 6
    Non c'è nessuna evasione, basta cercarsi la legge su internet come ha fatto salcal per capirlo. Io modificherei l'articolo di conseguenza...
  • # 7
    ...e non c'è nessun trucco nemmeno, pagano tutto.
  • # 8
    Be, va però considerato che, ad esempio, almeno il 3% del fatturato andandosene in royalties sfugge al fisco italiano essendo un costo per la società con sede in Italia. Che anche l'affitto pagato alla "property" è un costo per la società "retail" che così abbassa i ricavi, mentre essendo la "property" in perdita non paga le tasse sui relativi affitti incassati. In somma alla fine spostando i soldi d una tasca all'altra riescono a far "sparire" legalmente una bella fetta di guadagni. Sarà tutto legale ma, visto da chi viene tassato ancora prima di vedere i soldi nelle proprie tasche, poco etico (convengo con voi che con l'etica non si fanno soldi ma.....)
  • # 9
    Ma non è una novita'! Quale srl o spa paga tasse (fa utili) in Italia? Ci sono migliaia di escamotage per abbattere l'imponbile fiscale, l'unico elemento di riequilibrio è l'IRAP (Prodi 1997) che si paga sul valore della produzione a prescindere dal reddito, ma purtroppo (e infatti) la vogliono eliminare perché illecita (duplicherebbe l'iva...), io invece la raddoppierei per le soc. di capitali!
  • # 10
    Salve ALESSANDRA. Buongiorno a tutti, di seguito sono alcune regole che riguardano gli scontrini non fiscali ".....gli esonerati dal rispetto degli adempimenti strettamente connessi all'emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale; non sono, in particolare, tenuti all'installazione di apparecchi misuratori fiscali e alla relativa verifica periodica del corretto funzionamento, né alla tenuta del registro dei corrispettivi da utilizzare in caso di mal funzionamento degli apparecchi. Per i misuratori fiscali già in uso, è possibile fare richiesta di defiscalizzazione degli stessi,...." QUINDI CARA ALESSANDRA NON HANNO SIGILLI. E' BENE CHE SAPPIANO I LETTORI CHE I MAGGIORI UTILIZZATORI DI QUESTA LEGGE SONO I SUPERMERCATI, UNO PER TUTTI LE COOP E LA MAGGIOR PARTE DELLE CATENE DI NEGOZI ITALIANI E NON!!! E NOI CRETINI, PER UNO SCONTRINO DI CAFFE' NON RITIRATO CI FANNO UN SEDERINO........!! lA DOMANDA CHE DOBBIAMO FARCI: COME AVVIENE IL CONTROLLO DELLA VERIDICITA' DEGLI INCASSI? CHI ESEGUE LA TRASMISSIONE DEI DATI CHE COPERTURA DA A GARANZIA PER EVENTUALI MANOMISSIONI DI DATI ? POSSO TESTIMONIARE CHE IN UNO DI QUESTI GRANDI GRUPPI, DURANTE UNA RISTRUTTURAZIONE, E' STATO L'ORDINE DI ROTTAMARE LA CASSAFORTE, PER ERRORE ERA ANCORA PIENA, RIPETO PIENA, DI SOLDONI. SI SONO ACCORTI DELL'AMMANCO CIRCA TRE MESI DOPO LASPORTO. MENO MALE PER LORO CHE QUELLA CASSAFORTE ERA RIMASTA IN MANO AD UN BISCHERO, RECUPERARONO TUTTO ! IL BISCHERO IN QUESTIONE SONO IO, RICOMPENZA....NEMMENO GRAZIE ! Pensionato con 308,00 euro al mese.VIVA L'ITALIA !
  • # 11
    Mi sono molto meravigliato ieri di trovarmi, all'uscita di un supermercato, con uno scontrino non fiscale. E così ho verificato: si tutto in regola !? Ho subito pensato a chi ha proposto ( e approvato!) questa leggina così bella e istintivamente mi è passata per la mente una storia di tangenti. L'ho scartata subito perchè i nostri parlamentari sono moralmente irreprensibili, e d'altra parte sappiamo che tutti i supermercati fanno a gara per pagare tutte le tasse fino all'ultimo centesimo. In effetti non ho mai sentito storie di evasione su di loro come invece si sentono per quei bar che evadono le tasse anche su dei miseri caffè. Quindi: dato per scontato l'inossidabile onestà dei nostri parlamentari, l'incallita voglia di pagare le tasse dei supermercati........Ho trovato: il vero motivo è che non si vuole sciupare tanta carta per gli scontrini, sarebbe antiecologico!! VIVA L'ITALIA !! :roll:

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