YouTube rischia di chiudere a causa dell’articolo 13, cosa succede?

Voglio Youtube! Tra non molto potrebbe essere un'invocazione comune? Il sito continua ad eliminare video per l'articolo 13.

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Voglio Youtube! Tra non molto potrebbe essere un'invocazione comune? Il sito continua ad eliminare video per l'articolo 13.

Brutta tegola non solo per gli youtubers, ovvero quelli che con YouTube ci campano, ma anche per tutti i normali visitatori, ovvero quelli che con il sito semplicemente si divertono a vedere i video. L‘articolo 13 potrebbe essere una mazzata più grande di quel che lo stesso Wikipedia temeva.

Stop YouTube, voglio YouTube

Il nuovo articolo 13 prevede che le piattaforme UGC, acronimo di user generated content, siano direttamente responsabili dei contenuti caricati dai loro iscritti. Ciò significa che se un utente carica un video che viola il copyright di un altro autore, sarà poi la piattaforma a risponderne. Dopo le proteste di Wikipedia che oscurò il suo portale mesi fa per impedire questa legge, ora YouTube corre ai ripari con un atto pratico. Per questo motivo la piattaforma dei video streaming più famosa e visitata al mondo, ha deciso di autocensurarsi.

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Per difendersi YouTube farà auto censura ed eliminerà preventivamente milioni di video. L’azienda ha deciso di rimuovere milioni di video proprio per evitare questo tipo di inconveniente. Il risultato, come lo stesso YouTube sa bene, è che tantissimi youtubers finiranno per perdere il loro prodotto, e magari col tempo anche i naviganti decideranno di dirottarsi verso altri lidi, vista la scarsezza dei contenuti ormai disponibili. Insomma, una svolta epocale che rischia di rompere il giocattolo.

Parliamo quindi di coloro che mettono impropriamente video protetti da copyright, il che equivale a stimare circa il 90% di quello che troviamo sulla piattaforma. Sostanzialmente infatti YouTube è illegale, nel senso che ha nel suo archivio milioni di video che violano i diritti d’autore.

Pensiamo infatti ai tanti brani musicali caricati impropriamente. C’è da dire però che la bellezza di YouTube era proprio questa, e francamente di quattro youtubers che cercano il quarto d’ora di popolarità alla Andy Warhol, ne abbiamo ben donde.

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