Windows pre-installato e monopolio Microsoft: protesta ADUC e come richiedere il rimborso

Windows pre-installato e le proteste dell'ADUC contro il monopolio Microsoft: è possibile richiedere il rimborso. L'importante è conoscere il modo con cui agire.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Windows pre-installato e le proteste dell'ADUC contro il monopolio Microsoft: è possibile richiedere il rimborso. L'importante è conoscere il modo con cui agire.

C’è un solo software al mondo che viene venduto obbligatoriamente preinstallato nei PC: è Microsoft Windows, tutti gli altri (compresi gli indispensabili – per Windows – antivirus) vengono preinstallati in versione di prova, scaduta la quale occorre acquistare una licenza; operazione ormai banale e consueta per tutti gli utenti, che si può svolgere facilmente online, e che viene attualmente praticata anche negli stessi negozi e negli stessi scaffali dove si acquistano i PC. Persino Microsoft adotta questa modalità per i prodotti Office. Perché non imporre questo obbligo anche all’unico software che ne è escluso, ovvero Microsoft Windows?

Sembra una questione semplice, ma non lo e’, probabilmente perché il gigante di Cupertino gode di extraterritorialità legislativa… Sin dall’avvio di questa pratica (alcuni decenni fa), molti acquirenti di pc hanno protestato e si sono mossi affinché fosse possibile acquistare PC e poter scegliere liberamente quale software utilizzare, senza essere costretti ad acquistare una licenza di Windows e doverla buttare via. Nonostante la licenza del software preveda una clausola di rimborso in caso di non accettazione della stessa, nella realtà ottenere quanto dovuto è operazione pressoché impossibile. Eppure, almeno in Italia, persino la Corte di Cassazione ha stabilito che chi rifiuta la licenza di Windows ha diritto al rimborso, ma purtroppo nulla è cambiato nella pratica.

Inoltre, la recente sentenza della Corte di Giustizia europea non ha, purtroppo, aggiunto chiarezza alla situazione di contrasto tra acquirenti di PC e Microsoft.

Sarebbe auspicabile che il legislatore scrivesse una norma definitiva e chiara in materia di vendita di software abbinato all’hardware, norma che stabilisca la libertà dell’utente finale di decidere quale software installare sul proprio PC.

Nel frattempo, non ci resta che continuare ad invitare tutti coloro che non vogliono essere clienti obbligati di Windows a non demordere: chiedete il rimborso della componente del costo del pc che include il prezzo di Windows, e se vi viene negato, o proposti in forma quasi impossibile di recupero (“deve spedire il suo pc a Hong Kong o Singapore…”) o irrisoria dal punto di vista economico, non abbiate timore a promuovere un contenzioso -anche giudiziario- contro chi crede di essere ancora il padrone dei sistemi operativi software.

Per quanto ci riguarda, anche se non ci e’ stato concesso dai giudici di avviare una class action in merito (la loro sede -secondo i giudici- non e’ in Italia) e per questo abbiamo pagato anche un caro prezzo economico… per quanto ci riguarda continuiamo nella nostra opera di liberazione e informazione dal giogo dei monopoli e delle arroganze. Abbiamo solo bisogno che in tanti ci venga dato supporto, a partire ognuno dal suo caso personale.

Comunicato di Vincenzo Donvito dell’ADUCAssociazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori

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Argomenti: Windows 10, Sistemi operativi, Notizie