Wind: Codacons chiede maxi-risarcimento per il blackout del 13 giugno

Non si placa la rabbia dei consumatori per il blackout di Wind Infostrada del 13 giugno 2014, tanto che il Codacons ha chiesto alla società un maxi-risarcimento per tutti gli utenti che si sono ritrovati completamente isolati a causa del disagio.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Non si placa la rabbia dei consumatori per il blackout di Wind Infostrada del 13 giugno 2014, tanto che il Codacons ha chiesto alla società un maxi-risarcimento per tutti gli utenti che si sono ritrovati completamente isolati a causa del disagio.

Oltre il danno, la beffa. Per Wind, naturalmente. Ma il 13 giugno è stata una beffa anche per 1 italiano su 4, lasciato per circa 6-7 ore senza possibilità di comunicare. Per questo motivo il Codacons ha chiesto un maxi-risarcimento di circa 1 miliardo di euro per il blackout di Wind Infostrada del 13 giugno, un disservizio che ha causato problemi anche alla stessa società, trovatasi a gestire un’anomalia “eccezionale”, come essa stessa ha descritto. Un risarcimento decisamente ingente quello chiesto dall’associazione dei consumatori, che per alcuni è opportuno, mentre per altri risulta esagerato.   LEGGI ANCHE Wind Infostrada: problemi ADSL, chiamate e 3G in tutta Italia Libero Mail attiva dopo il Wind Infostrada Down Wind Infostrada: problema (quasi) risolto  

Wind Down: cos’è successo il 13 giugno?

Wind Infostrada ha le sue responsabilità, inutile negarlo: lasciare 7 ore i suoi clienti totalmente privi di tutto (possibilità di chiamare, connessione internet mobile, ADSL, accesso all’account Libero) non è stato perdonato. Gli albergatori, i professionisti in attesa dei clienti, perfino gli anziani: soprattutto perché il primo messaggio di Wind in cui finalmente gli utenti hanno capito che il problema riguardava tutto il Paese è arrivato solo poco più di 2 ore dopo il blackout e ancor peggio perché il problema è stato risolto entro 7-8 ore dall’inizio dell’anomalia. Qualcuno ha avuto da ridire anche sulla tecnica del “copia e incolla” utilizzata dall’account Twitter di Wind per rispondere ai clienti, ma su questo le opinioni sono contrastanti: dopotutto, meglio un “copia e incolla” personalizzato che il deserto. Wind, insomma, non è stata impeccabile, ma da qui a crocifiggerla ce ne vuole: su Twitter e non solo centinaia e centinaia di utenti minacciavano di cambiare operatore, presi dall’impeto e dalla furia di restare un giorno senza possibilità di comunicare con il mondo. C’è una frase che circola su Facebook che ha dell’ironico ma allo stesso tempo è molto seria al giorno d’oggi: “Il corpo umano è in grado di sopravvivere 10 giorni senz’acqua, e solo 5 ore senza 3G“. Verissimo oggi, che con internet ci si trastulla sì, ma soprattutto ci si lavora. Immaginate gli alberghi, nel torrido giugno (fatta eccezione per questa settimana di temporali) in attesa di clienti e di chiamate: immagine i clienti persi in quelle 7 ore. Ma anche tutte quelle scadenze professionali prefissate per il 13 giugno, per forza di cose rimandate in serata o nel weekend. Insomma, un problema non di poco conto da cui tutte le società dovrebbero difendersi per far sì che non accada più. Di sicuro un pericoloso precedente. Che potrebbe essere ancora più pericoloso per le aziende se dovesse essere accettata la richiesta del Codacons di risarcire gli utenti Wind Infostrada. Questo sì che spingerebbe le altre società (e Wind stessa) a essere più accorte in caso di ulteriori “eccezionali anomalie”.  

Wind Down 13 giugno: ecco il form online da compilare per ottenere il risarcimento

Il Codacons non ci è andato certo per il sottile con Wind Infostrada, almeno a quanto riporta il suo comunicato: “Un italiano su quattro isolato per tutta la giornata di venerdì 13 giugno: niente linea telefonica (neppure per chiamate d’emergenza!) né traffico dati senza contare le e-mail in tilt” (il problema ha infatti riguardato anche le caselle di posta Libero Mail, servizio ripristinato nel primo pomeriggio). “Dovranno essere risarciti 3 milioni di utenti di telefonia fissa, almeno altrettanti titolari di sim e un numero non ancora ben precisato di clienti con casella di posta elettronica @libero.it”. Insomma, sostanzialmente tutti gli utenti Wind Infostrada che hanno avuto disagi durante la giornata di venerdì 13 giugno. Inevitabile dunque la richiesta del risarcimento: “L’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi sta preparando una maxi richiesta di risarcimento danni da presentare all’azienda colpevole di avere isolato, pressoché totalmente, tutti i suoi clienti” durante il 13 giugno. Il risarcimento dovrà essere assegnato a “tutti gli sventurati per le conseguenze concrete della giornata trascorsa senza poter comunicare né con clienti e datori di lavoro né con i propri cari”. Tutto ciò aggiunto al normale “indennizzo previsto dall’Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM) tanto per sospensione o cessazione che per malfunzionamento del servizio”. Per aderire alla class action, sarà necessario recarsi sull’apposito form online e compilarlo in tutte le sue parti.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nessuno