WhatsApp truffe online, attenti ai conti, hacker hanno rubato 600 mila euro in tre anni

Truffe online, la Polizia Postale dice basta e arresta la banda che ha svuotato i conto con l'home banking. Occhio però ai messaggi WhatsApp e non solo.

di Daniele Magliuolo, pubblicato il
Truffe online, la Polizia Postale dice basta e arresta la banda che ha svuotato i conto con l'home banking. Occhio però ai messaggi WhatsApp e non solo.

E’ una croce che ci tocca portare, ma accettarla passivamente non è certo la soluzione. Le truffe online si fanno sempre più pericolose, e indubbiamente c’era da aspettarselo, visto che ormai i nostri risparmi si sono spostati sul mondo virtuale con banche online e home banking. Purtroppo WhatsApp è ancora una volta veicolo di malviventi. Ecco come difendersi.

WhatsApp e le truffe online

Circa 600 mila euro rubati dal 2015 ad oggi da una banda di delinquenti che ha sfruttato il sistema del phishing per svuotare i conti online delle sue vittime. Di recente la Polizia Postale ha scoperto il crimine e sono finalmente scattate le manette per 14 degli indagati, ma presto altri potrebbero aggiungersi. La tecnica usata dalla banda si chiama Sim Swap e consiste nella sostituzione della Sim da parte dei criminali. Ma come avviene precisamente l’operazione? In sostanza, il primo passo che i cyber criminali devono compiere è ottenere il numero telefonico della vittima, dopodiché riuscire ad accedere alle credenziali del soggetto, e ciò è possibile grazie al phishing, ma nella sua espressione più alta.

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Ed è proprio qui che entra in gioco WhatsApp. Con un semplice messaggio magari in chat, i criminali invitavano la vittima a cliccare su di un link correlato nel messaggio, così da insidiarsi nel dispositivo, scovare cache e dati registrati nello stesso ed arrivare quindi a scoprire tutte le informazioni necessarie per passare al piano successivo. Naturalmente, non solo WhatsApp è veicolo di malviventi, anzi. Massima attenzione soprattutto alle email che vi arrivano via posta elettronica, e occhio anche agli SMS.

Il seguente step riguarda appunto quello di sostituire la Sim del device, per poter quindi aggirare l’ultimo ostacolo, ossia l’accesso della banca online tramite Sim registrata. Con una serie di documentazioni false, la banda di criminali riusciva a convincere l’operatore telefonico a disattivare la Sim in uso e avviarne una nuova. In questo modo aveva quindi tutto l’occorrente per accedere all’home banking della vittima e svuotargli il conto. Per fortuna la banda ha finito la sua attività criminale, ma i rischi non si spengono del tutto. Altre bande arriveranno, massima attenzione quindi ai messaggi in chat e non solo.

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Argomenti: Notizie, Sicurezza