WhatsApp, Skype e GMail: ecco il virus Android che ha letto i nostri messaggi – quale pericolo?

Un malware potrebbe avere infettato i dispositivi Android per quanto concerne WhatsApp, Skype e GMail: di cosa si tratta e quale pericolo c’è ancora oggi.

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Un malware potrebbe avere infettato i dispositivi Android per quanto concerne WhatsApp, Skype e GMail: di cosa si tratta e quale pericolo c’è ancora oggi.

Google sembra fare il possibile per evitare la diffusione di virus e malware, ma, ancora una volta, i pirati informatici hanno fatto prima: WhatsApp, GMail e Skype sono stati attaccati da Lipizzan, questo il nome del malware, un trojan molto particolare, ben sviluppato e che può nascondere davvero insidie importanti. La scoperta di questo prodotto informatico infetto è avvenuto a seguito dei controlli sempre più serrati che Google svolge nel Play Store.

Quello che intendiamo dire è che il trojan agisce da tempo e che, dunque, le vostre chat WhatsApp, le vostre mail GMail e le vostre conversazioni Skype potrebbero essere state spiate.

Le nostre guide – come inviare file, foto e video da smartphone al PC (e viceversa) usando la chatcome spiare un altro da PC con la versione Web e alcune app e come cancellare un messaggio dopo averlo inviato; WhatsApp Web, come usarlo da computer, tablet e iPad partendo dai sistemi Android, iPhone e Windows Phone; WhatsApp Plus, cos’è, come funziona, come effettuare download APK Android e iPhone e perché non conviene

Lippizan, il virus che colpisce WhatsApp, GMail e Skype

Ma dove si annidava Lipizzan, il virus che ha colpito WhatsApp, Skype e GMail? Si tratta di una serie di applicazioni, al momento se ne sono contate 20, della tipologia ‘Backup’ e ‘Cleaner’, cioè le applicazioni di ‘utilità’ per la gestione del telefono, quelle che dovrebbero essere per antonomasia le più controllate. Sembra che lo sviluppatore di queste app fosse sempre il NSO Group, israeliano, il quale, mediante una sorta di verifica di licenza, riusciva ad accedere ai dati personali mediante il codice del trojan. Lippizan poteva attivare il microfono, effettuare fotografie e screenshot, accedere al registro delle chiamate, localizzare e tanto altro ancora. Quando poi si accede a WhatsApp, Skype e GMail, il buon Lippizan poteva rubare i dati personali.

E ancora: WhatsApp come assistente virtuale e motore di ricercala guida su come nascondere la nostra presenza online e le notifiche di lettura messaggi e come disattivare l’ultimo accesso e la doppia spunta blu – focus privacy.

La risposta di Google: quale pericolo per WahtsApp, Skype e GMail?

La risposta di Google dovrebbe essere stata immediata: si dice – ma i dati vanno confermati ufficialmente – che soltanto poche decine di utenti sono stati colpiti dal virus. Big G ha cancellato dal Play Store le app in questione, che, a quanto pare, si sarebbero col tempo moltiplicate (si parla di app di registrazione audio, blocchi appunti, strumenti di pulizia, e così via). Insomma, al momento sembrerebbe superata la fase critica, ma è chiaro che la guerra con gli hacker è soltanto all’inizio e che gli smartphone, per antonomasia, non possono mai essere ritenuti strumenti del tutto sicuri.

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