WhatsApp, scoppia il caso WhatsDog: le app per spiare le conversazioni sono rischiose

WhatsDog è una di quelle app che ‘promette’ di poter spiare le conversazioni su WhatsApp: non è vero e sono molto pericolose.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
WhatsDog è una di quelle app che ‘promette’ di poter spiare le conversazioni su WhatsApp: non è vero e sono molto pericolose.

Cosa ci sta tendendo nascosto il nostro partner quando parla su WhatsApp? Con chi sta chattando nostra figlia? La curiosità delle persone è senza fine e così, come accade oramai ciclicamente, appaiono app che promettono la possibilità di spiare le conversazioni di WhatsApp ed è il caso di WhatsDog. Non si tratta della prima app di questo tipo: in passato abbiamo visto Wossip, WhatsMonitor, WhatsScope, applicazioni pensate per Android e che Google ha cancellato dal Play Store, come del resto è capitato con WhatsDog, che però risulta essere presente e scaricata da store di terze parti. Ma di cosa si tratta e perché installare queste app può essere davvero pericoloso?

WhatsDog non permette veramente di spiare le conversazioni WhatsApp

La promessa di WhatsDog (e app del genere) è quella di poter spiare le chat di WhatsApp. Ebbene, non soltanto si tratta di una pratica illegale e che lede il diritto alla privacy – per cui si potrebbe andare in contro a una denuncia – ma soprattutto non permette realmente di sbirciare le conversazioni che in un modo o nell’altro dovrebbero interessare. WhatsDog ha un funzionamento molto limitato: permette semplicemente di vedere l’orario di connessione e di disconnessione da WhatsApp; in realtà, la funzione è già presente, anche se gli utenti possono disabilitarla proprio per proteggere la propria privacy. Questa è l’unica ‘opportunità’ che dà WhatsDog. Ma perché è pericoloso scaricare app di questo tipo?

Perché è pericoloso scaricare app come WhatsDog per ‘spiare’ WhatsApp

I motivi per cui è pericoloso scaricare app come WhatsDog è duplice. Il primo lo abbiamo già segnalato: si tratta di una pratica illecita e che può portare a una denuncia. Ma se questo non persuade gli utenti più curiosi, è probabile che il secondo motivo sia maggiormente convincente. Gli store di terze parti, quelli non ufficiali, non hanno lo stesso standard di sicurezza che offre Google sul proprio Play Store, significa che alcune app potrebbero contenere virus e malware particolarmente pericolosi. In breve tempo, infatti, questi malware possono letteralmente prendere il controllo dello smartphone o tablet e il vero obiettivo dei cybercriminali è quello di accedere a dati sensibili come ad esempio quelli dell’home banking.

Insomma, è possibile che, per seguire una nostra curiosità o, a volte, paranoia, scaricando app come WhatsDog, ci ritroviamo con il conto prosciugato e magari una bella denuncia. Non sembra proprio un buon affare.

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Argomenti: Chat

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